Referendum, affluenza alta solo nei comuni chiamati al rinnovo: Bomarzo al 67,11%, Blera al 63,10 % e Civita al 50,33%
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VITERBO - 39,7%, questo il dato d'affluenza nazionale al Referendum. I seggi sono stati aperti da questa domenica mattina alle 7  (fino alle 23) e continueranno a esserlo nella giornata di lunedì 21 settembre dalle 7 alle 15. 

VITERBO – 39,7%, questo il dato d’affluenza nazionale al Referendum. I seggi sono stati aperti da questa domenica mattina alle 7  (fino alle 23) e continueranno a esserlo nella giornata di lunedì 21 settembre dalle 7 alle 15. 

Nella Tuscia non si sono registrati particolari problemi. Una chiamata alle urne tranquilla, caratterizzata dalle misure di precauzione per contrastare la diffusione del Covid-19. In tutti i seggi ingresso obbligato in mascherina e rigorosa igienizzazione delle mani. Gli spazi che hanno ospitato i seggi sono stati organizzati con punti di ingresso e uscita diversi e con strisce a terra e segni adesivi si è cercato di disciplinare il più possibile gli accessi e lo scorrimento delle votazioni.

Nel capoluogo della Tuscia valore percentuale sotto la media nazionale. Alle ore 23 risultavano aver votato il 34,20% degli aventi diritto. Il picco più alto (sempre alle 23) si registra a Bomarzo con il 67,11 % ma va tenuto conto che l’elezione referendaria è in combinata con il rinnovo dell’amministrazione comunale. Situazione simile a Blera con il 63,10%. Affluenza più alta rispetto al dato medio anche a Civita Castellana: 50,33. Anche qui in corso le elezioni per il rinnovo dell’amministrazione locale. 

Il punto più basso di affluenza lo registra Bolsena con il 25,23%. 

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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