Macchina di Santa Rosa, dal 28 agosto Gloria potrà essere ammirata davanti alla basilica
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VITERBO - Per il 28 agosto la Macchina è attesa in tutto il suo splendore. A quel punto sarà possibile, per quindici giorni, visitarla e passare un po' di tempo vicino alla base. Così che i viterbesi e i fedeli possano avere modo di rispettare una tradizione e rinnovare un legame profondo.

VITERBO – Meno di dieci giorni al montaggio della Macchina di Santa Rosa. Tra martedì 25 e mercoledì 26 agosto la ditta Fiorillo inizierà le attese operazioni direttamente sul sagrato della basilica, punto tradizionale di arrivo del Trasporto. 

Per il 28 agosto la Macchina è attesa in tutto il suo splendore. A quel punto sarà possibile, per quindici giorni, visitarla e passare un po’ di tempo vicino alla base. Così che i viterbesi e i fedeli possano avere modo di rispettare una tradizione e rinnovare un legame profondo.

Dovranno essere disposte tutte le misure necessarie a garantire il rispetto delle disposizioni anti Covod-19: dall’obbligo delle mascherine alla misurazione della temperatura.

Per la città di Viterbo il mancato Trasporto rappresenta davvero un brutto colpo. Tanto che le speranze di realizzarne uno in versione mini, da piazza del Teatro alla basilica, sono state tenute vive fino all’ultimo. Fino alla commissione di vigilanza e sicurezza, tenuta in Prefettura lo scorso 5 agosto, che ha messo la parola fine a ogni aspettativa. 

Da 75 anni la tradizione del “campanile che cammina” non ha conosciuto interruzioni. Era stata fermata dal secondo conflitto mondiale, dal 1940 al 1945. Poi ogni sera del tre settembre la Macchina ha fatto svettare la statua di Santa Rosa sopra i tetti di Viterbo. 

Quest’anno un tre settembre destinato a entrare nella storia.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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