Viterbix e l'Italia che fatica a ripartire nel post Covid-19
FASE.4
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VITERBIX - Un'Italia col cappello in mano è brutto da immaginare speriamo di non arrivare a questo livello, dopodiché scattano le rivolte sociali e sono "cavoletti di Bruxelles" per tutti.

VITERBO – Dopo la Fase 3 che doveva essere il rilancio economico, organizzativo e sociale della nostra bella Italia, purtroppo ci si è trovati di fronte subito alla “Fase 4” che è quella che attanaglia milioni di cittadini e non dà loro garanzia del futuro.

Una fase difficile dove ci sono persone che non hanno soldi e non possono neanche mangiare, se non fosse che c’è un bellissimo mondo del volontariato e della solidarietà che li sostiene ancora, non si sa per quanto.

I comuni italiani hanno grandi difficoltà economiche a poter gestire i bilanci che significano anche servizi sociali, assistenza, sussidi e sostegno alle politiche delle famiglie, dei giovani, degli anziani ed anche dei disabili.

L’economia tarda a partire, le piccole e medie industrie sono quasi al collasso, i commercianti e gli artigiani faticano a riaprire, qualcuno non ha aperto affatto, e chi ha aperto potrebbe chiudere a breve. Non si campa di decreti e stati generali, si campa di soldi, contributi a fondo perduto, investimenti e finanziamenti ma soprattutto va debellato anche il grande virus italiano che è la burocrazia. 

Un’Italia col cappello in mano è brutto da immaginare speriamo di non arrivare a questo livello, dopodiché scattano le rivolte sociali e sono “cavoletti di Bruxelles” per tutti.

Gli Stati Generali La Fune
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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