10mila turisti sopra al colle di Civita. La sfida di offrirsi al mondo può essere vinta
Civita
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Civita sembra avere imboccato la strada giusta, una via capace di condurre questo angolo della Teverina nel mondo contemporaneo. Una fortuna che sarebbe possibile accrescere e allargare, rendendo la Teverina una finestra sulla provincia italiana appetibile al turismo mondiale.

Non è un remake di ’10mila leghe sotto i mari’ di Verne, è la prova che un futuro possibile esiste anche nella Tuscia. E non in un luogo centrale, con monumenti storici unici, ma in un angolo di Teverina eroso dai venti. Civita di Bagnoregio raddoppia la Civita di Bagnoregio di un anno fa: 10mila ingressi paganti nel fine settimana di Ferragosto.

E pensare che non ci troviamo su uno scoglio con davanti il mare ma su uno sperone tufaceo con davanti Lubriano. E la notizia ormai non è più quasi neanche notizia. La lancia il sindaco Francesco Bigiotti con un post facebook sulla sua bacheca personale: “Week end di Ferragosto a Civita 10mila paganti! Quasi il doppio dello scorso anno”.

E che le cose stanno girando per il verso giusto lo dimostra i numeri ma anche il lavoro che l’amministrazione comunale sta pensando, per cavalcare l’onda buona che sta attraversando la Teverina. Un’onda che anche gli altri comuni della zona potrebbero sfruttare, con le eccellenze che hanno a disposizione. Il disegno da costruire? Uno spaccato della vera e autentica provincia italiana. Una roba che piace tantissimo ai turisti occidentali ma anche asiatici che tornano più volte nel BelPaese. Le prime destinazioni sono fisse: Roma, Firenze, Venezia. Poi? Poi c’è voglia di roba tipica, di provincia italiana appunto.

E cosa ci sarebbe di meglio che godere il panorama dei Calanchi e poi perdersi nei vigneti di Castiglione?

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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