L’altra faccia dell’emergenza
unnamed
Fisioterapy Center 800x120
NEWS ANALYSIS – In questo momento tutti sono presi, giustamente, dai dati del Coronavirus. Ma, mentre la curva dei decessi si abbassa, sta salendo in maniera preoccupante quella dei disoccupati. Stare a casa, la cosiddetta “Fase 1”, è la cosa più facile. Molto più complesso sarà ripartire senza lasciare nessuno indietro.

NEWS ANALYSIS – I dati sul Coronavirus ci dicono che la curva dei decessi, anche se lentamente, si sta abbassando. Questa è una buona notizia e non si può che rallegrarsi di questi numeri.

Però, purtroppo, ci sono altri dati che dovrebbero far preoccupare, o almeno indurre chi di dovere ad una seria riflessione. Mentre la curva dei decessi si abbassa, sta salendo in maniera preoccupante quella dei disoccupati.

Su dieci persone al mondo che lavorano , otto sono chiuse in casa. E quando queste otto torneranno al lavoro una non troverà più il suo posto. Dei sette lavoratori rimanenti, cinque rientreranno in ditta alle stesse condizioni, ma due (specialmente nei settori che non richiedono una particolare specializzazione) saranno costretti ad accettare condizioni lavorative e paghe peggiori rispetto a quelle che avevano prima della crisi.

Dunque c’è un problema economico-occupazionale estremamente serio: un 10% dei lavoratori perderà il posto ed un 20% sarà più sfruttato di prima.

Stare a casa, la cosiddetta “Fase 1”, è la cosa più facile. Molto più complesso sarà ripartire senza lasciare nessuno indietro.

Servirà tirare fuori il meglio della nazione, idee, capitali e voglia di fare. Per far questo è necessario de-burocratizzare il Paese.

E, alla fine di questa riflessione a voce alta, mi vengono in mente le parole del Presidente Pertini  nel messaggio di fine anno (1981) agli italiani: “Io credo nel popolo italiano. È un popolo generoso, laborioso, non chiede che lavoro, una casa e di poter curare la salute dei suoi cari. Non chiede quindi il paradiso in terra. Chiede quello che dovrebbe avere ogni popolo”.

A giudicare dai dati di oggi invece è chiedere tanto. Ma sono certo che insieme, e con la giusta mentalità, ce la faremo a superare anche questa fase che, a mio avviso, è quella più complessa e pericolosa.

 

CNA 800x120
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
POST FB 02
domenicale post
Masicar300x300-optimize
Foto Fisioterapy Center
Onda
asvis 2
Fune 300x300
aiac_banner_01
lafune_300 x 600
TdP_Inalazioni
Jeep_Compass_apex_300x300_200
monastero interno