Centro storico, Ubertini: “Servono investimenti privati e sgravi fiscali”

Centro storico, Ubertini: “Servono investimenti privati e sgravi fiscali”

Abbiamo intervistato Claudio Ubertini, oggi consigliere d'opposizione al Comune di Viterbo con Fratelli d'Italia. A lui abbiamo chiesta anche un voto sulle politiche degli ultimi tre sindaci della città dei papi sul centro storico.

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Riflettori sul centro storico di Viterbo. Argomento caldo, anzi caldissimo, e non certo perché siamo in piena estate. La Fune ha aperto le danze su un dibattito che sta coinvolgendo la città, ne sono prova i molti interventi, le lettere in redazione, i messaggi condivisioni e commenti sui social arrivati in questi giorni.

Abbiamo intervistato Claudio Ubertini, oggi consigliere d’opposizione al Comune di Viterbo con Fratelli d’Italia. A lui abbiamo chiesta anche un voto sulle politiche degli ultimi tre sindaci della città dei papi sul centro storico. 

 

 

A Palazzo dei Priori sono mancati i soldi o le teste per costruire una strategia per il centro storico?

“Probabilmente l’uno e l’altro. I soldi sicuramente sono mancati ma non è stato fatto niente per cercarli e soprattutto è mancata l’idea di centro storico. Si è andati avanti a spot; prima le buone intenzioni dell’assessore Ricci, rimasto alle buone intenzioni, che aveva iniziato un percorso partendo dall’istituzione di un ufficio per il centro storico e cercando di condividere con associazioni, operatori commerciali e istituzioni un progetto che però non abbiamo mai visto e che è morto sul nascere. Perché l’avvicendamento di Ricci con Saraconi ha determinato una nuova strategia fatta di master plan del centro storico, bando per un concorso di idee per le piazze cittadine, fontane e quant’altro. Il tutto senza soldi e senza mettere in bilancio un euro. Ad oggi non sappiamo che fine ha fatto quell’ufficio e se è ancora operativo o addirittura se è stato istituito”.

Il problema è lì da decenni. Perché si è arrivati a questo punto?

“Si è arrivati a questo punto perché nessuno si era mai posto il problema. Le cose andavano bene, i commercianti non avevano problemi, il centro storico era comunque attrattivo. I problemi sono nati con la crisi economica all’inizio del decennio che ha portato a indebolire il tessuto commerciale e con la perdita dei residenti che nei tempi di vacche grasse è stato sottovalutato.

La riqualificazione del centro non può prescindere dal recupero dell’ex Ospedale Grande e dal recupero del Palazzo Donna Olimpia (all’interno di Porta S. Pietro). Proprietà pubbliche al servizio di privati. Project financing, l’unico strumento vista la difficoltà di reperire in questo momento storico soldi pubblici”.

Quanto sarebbe importante e come potrebbe essere costruita una politica fiscale e di incentivi per riattivare il centro?

“Credo che questo sia un processo lungo. La politica fiscale deve essere supportata da altri provvedimenti nella speranza che nel medio e lungo termine ci sia una inversione di tendenza. A mio parere passa tutto da una importante ripresa economica generale perché il persistere di questo stato di crisi non cambierà di un centimetro l’attuale situazione.

Si dovrebbe partire da una serie di sgravi fiscali che vanno dalle imposte sugli immobili, passando per la tassa sullo smaltimento dei rifiuti e per la tassa sull’occupazione del suolo pubblico. Incentivi alla riqualificazione di abitazioni e/o locali commerciali con mutui a tassi agevolati mettendo in atto importanti convenzioni con gli istituti bancari locali.

In poche parole bisogna riuscire a riportare i viterbesi a investire nel centro storico. Processo lungo e complesso, però quantomeno bisogna provarci. Credo che le infrastrutture che il Plus dell’amministrazione Marini è riuscito a realizzare possano essere un punto di partenza importante. Va rivisto il discorso della Ztl, Così come è stata impostata è un ulteriore mazzata al precario equilibrio di molte attività commerciali”.

Sicurezza in centro. Il problema esiste, come si risolve?

“Il problema esiste. La soluzione non è facile perché purtroppo oggi non sappiamo chi risiede in centro. Il centro storico è abitato da tanti cittadini stranieri cosiddetti clandestini dei quali nessun è in grado di avere un censimento. Un coordinamento tra le forze dell’ordine sarebbe il primo passo.

In Consiglio Comunale è stato votato un provvedimento che prevedeva la verifica di tutte le abitazioni, i relativi contratti di locazioni. Credo che questa attività sia stata iniziata ma a oggi non sappiamo quali risultati abbia prodotto e se sia ancora in atto”.

Gabbianelli, Marini e Michelini. Un voto argomentato sulla politica delle loro amministrazioni sul centro storico di Viterbo.

“La prima consigliatura Gabbianelli merita sicuramente un voto molto alto, ha dato tanta qualità alla città, ha curato la viabilità e ha iniziato un progetto per la sua crescita culturale e il suo sviluppo turistico. La seconda, purtroppo, anche per cause non dipendenti dalla sua volontà, ha incontrato diverse difficoltà. Media voto 7
Marini è diventato sindaco di Viterbo in coincidenza della grave crisi economica che ancora oggi attanaglia il nostro Paese, e non solo, e con le difficoltà connesse al taglio dei trasferimenti di contributi da parte dello Stato e della Regione, però anche in questo contesto così complesso è riuscito nell’impresa di portare a Viterbo circa 16 milioni di euro che avrebbero dovuto segnare il punto di partenza per il recupero del centro storico da completare con la presente amministrazione. Voto 7. Michelini, non pervenuto. Parliamo di centro storico e non ricordo provvedimenti significativi di questa amministrazione a favore del centro storico fatto salvo qualche intervento di modesto impatto. Oggi il centro è abbandonato, sporco e oggetto di fuga sia da parte dei pochi residenti rimasti che di operatori commerciali. Voto 4”.

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