L’antropologo La Cecla a Viterbo per Cantieri d’Arte

L’antropologo La Cecla a Viterbo per Cantieri d’Arte

L’incontro rientra nel calendario di eventi afferenti al progetto di Cantieri d’Arte Mediterranean landscapes, che prevede una residenza internazionale per giovani artisti sul paesaggio mediterraneo in programma a Viterbo dal 21 al 31 ottobre. Progetto a cura di Marco Trulli (Cantieri d’Arte) e Pelagica (Laura Lecce e Fabrizio Vatieri).

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Franco La Cecla a Viterbo per Cantieri d’Arte. Il noto antropologo, che lavora all’Università di Bologna, arriverà il prossimo 22 ottobre alle 17.30 presso Bic Lazio a Valle Faul, per un confronto con l’artista Massimo Mazzone, dedicato all’esperienza e all’influenza del paesaggio nell’immaginario delle comunità mediterranee. Nei suoi lavori La Cecla ha spesso a più riprese il tema dell’organizzazione dello spazio contemporaneo tra localismo e globalizzazione, rivolgendosi in particolare alle soglie, e ai confini tra le culture. Si è anche occupato di emigrazione, argomento trattato anche con dei documentari, e ha fondato nel 2005 a Londra ASIA, un’agenzia per valutare l’impatto sociale delle opere di architettura e di urbanistica. Collabora anche con La Repubblica, Avvenire e Il Sole 24 Ore. Massimo Mazzone svolge la sua attività di ricerca sulle relazioni tra corpo, scultura e architettura. Ha partecipato con diversi progetti a quattro diverse Biennali di Venezia Architettura.

L’incontro rientra nel calendario di eventi afferenti al progetto di Cantieri d’Arte Mediterranean landscapes, che prevede una residenza internazionale per giovani artisti sul paesaggio mediterraneo in programma a Viterbo dal 21 al 31 ottobre. Progetto a cura di Marco Trulli (Cantieri d’Arte) e Pelagica (Laura Lecce e Fabrizio Vatieri).

A Viterbo si terrà il primo step della residenza internazionale che coinvolge anche l’area del Tigullio in Liguria (qui) e che prevede un secondo step a Lubiana e la conclusione a Tirana, nell’ambito di Mediterranea 18, biennale dei Giovani Artisti. In programma dieci giorni di esplorazioni e incontri con le comunità locali e con artisti, curatori, architetti, urbanisti e geografi. Un percorso fatto di osservazione, classificazione, rilettura e riattivazione dei territori, che unisce elementi immaginari e reali, partendo dai concetti di identità e migrazione. Come il paesaggio modella l’immaginazione? Quanto sta cambiando il paesaggio mediterraneo con le migrazioni in atto? Quanto la nostra nozione di Mediterraneo è influenzata dalla dimensione storica postcoloniale in cui viviamo? L’obiettivo finale è quello di realizzare un progetto collettivo di riflessione sul paesaggio mediterraneo in continua ridefinizione e mutazione, un itinerario che mette insieme artisti di diversa estrazione e cultura e un palinsesto di paesaggi, di suggestioni, di confini e geografie che cambiano sotto i nostri occhi.

Il progetto è promosso da Cantieri d’Arte e Arci/La Ville Ouverte con il sostegno di BJCEM, Biennale dei giovani artisti d’Europa e del Mediterraneo.

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