I diari della motocicletta –  I nostri passi sul passato, il presente e il futuro di Bergen

I diari della motocicletta –  I nostri passi sul passato, il presente e il futuro di Bergen

Suona al campanello. è il postino e siamo felici già alle 9 del mattino. Il pezzo della moto acquistato in Germania e spedito a Trondheim è riuscito finalmente a raggiungerci a Bergen, in coincidenza con la nostra permanenza. Per questo siamo in debito di una cena con certi amici norvegesi della zi Marì, donna fenomenale conosciuta a primavera nelle campagne di Tolfa, che ci hanno aiutato con la spedizione.

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Giorno 24

Suona al campanello. è il postino e siamo felici già alle 9 del mattino. Il pezzo della moto acquistato in Germania e spedito a Trondheim è riuscito finalmente a raggiungerci a Bergen, in coincidenza con la nostra permanenza. Per questo siamo in debito di una cena con certi amici norvegesi della zi Marì, donna fenomenale conosciuta a primavera nelle campagne di Tolfa, che ci hanno aiutato con la spedizione.

Inizia così la nostra giornata alla scoperta di Bergen. Dal quartiere in collina con la schiera di casette bianche che sembrano sorreggersi le une con le altre arriviamo, di viuzza in viuzza, al porto, fino a imbatterci nel turistico mercato del pesce.

I nostri occhi brillano più di quelli di tutti i crostacei esposti sui banconi, mai visti così tanti granchi atlantici, aragoste, gamberi, ostriche. Tra tutti questi pesci primeggia lo stoccafisso e il salmone e poi il mammifero balena con la sua carne rossa.

Dietro i banconi lavorano soprattutto italiani e spagnoli che, considerati i prezzi, suggeriscono dei piatti di assaggio con il pesce scelto e cucinato al momento da mangiare nei tavoli dietro. Uno spiedino misto veloce e ci dirigiamo verso il quartiere Bryggen, praticamente il tesoro di questa città. Un nucleo originario di case di legno allineate e costruite nella baia che furono abitate da pescatori e commercianti che venivano a fare affari qui a Bergen, cittadina appartenente alla Lega Anseatica e oggi Patrimonio Unesco dell’umanità. 

Un viaggio nel tempo, su scale ripide e strette, corridoi, attraverso stanze e porte tutto interamente di legno. Oggi i magazzini originari e ristrutturati sono diventati atelier di artisti locali e negozi di prodotti tipici destinati ai turisti ma è facile immaginare la vita di un tempo di questo borgo, la fatica e il via vai di chi vi ha soggiornato, gli incendi che lo hanno colpito e le ricostruzioni successive, la forza di chi usciva a correre i rischi in mare e la durezza di una vita vissuta a queste latitudini.

La storia che si rende arte e l’arte che riconosce valore alla storia, Bergen è un’intreccio di strade e di vite, brulicante di gente di passaggio che arriva qui chi per un lavoro chi per curiosare, in grado di mostrare a ognuno la propria immagine migliore e di sollecitare sogni e idee, una città che in ogni modo ti regala molto chiedendoti in cambio giusto il tempo di viverla.