I diari della motocicletta (giorno 7): “Hotel Santa Claus”

I diari della motocicletta (giorno 7): “Hotel Santa Claus”

Il risveglio a Skelleftea é dai ritmi lenti, assonnati. Contrariamente alle nostre aspettative dobbiamo alleggerire il vestiario perché ci sorprende l'estate lapponica. Sole e caldo ci attendono alla nostra partenza verso nord.

ADimensione Font+- Stampa

Giorno 7
Il risveglio a Skelleftea é dai ritmi lenti, assonnati. Contrariamente alle nostre aspettative dobbiamo alleggerire il vestiario perché ci sorprende l’estate lapponica. Sole e caldo ci attendono alla nostra partenza verso nord.

La Svezia settentrionale non smentisce la sua bellezza attesa. È un susseguirsi di boschi estesi e corsi d’acqua. Gli innumerevoli fotogrammi che si imprimo nella testa hanno un effetto ipnotizzante. Tronchi esili e allungati, ravvicinati, che schermano i raggi di sole creando atmosfere suggestive, labirintici, in cui perdersi, non solo tra i pensieri.

E poi laghi, laghetti, fiumi, stagni impreziositi da ninfee acquatiche, ponti di legno ciclabili, da sinistra a destra, ovunque tu intenda girare la testa.

Ma come capita nelle migliori primavere, il sole non dura troppo a lungo. Nuvole nere ci sorprendono in viaggio e ci costringono a equipaggiarci in autostrada. Ne approfitto qui per puntualizzare che abbiamo percorso tutto senza pedaggi. W la Svezia!

Tappa intermedia del nostro viaggio sempre più a nord è il sorprendente villaggio di Gammelstan a Lulea. Ci ritroviamo nel bel mezzo di un viaggio nel tempo, non solo geografico.

Più di 500 casette, rigorosamente del tipico color rosso Falun, sono sorte progressivamente intorno a una chiesa del 1400 come dimora per chi, venendo da lontano per partecipare alle funzioni religiose, non avrebbe più potuto rimettersi in viaggio alla fine della giornata. Cosa non si fa per qualcosa in cui si crede.

Gammelstad è una testimonianza preziosa e un simbolo di questi luoghi con pieni voti meritati per il suo riconoscimento a Patrimonio Unesco. Il pensiero torna a noi, al nostro viaggio, alle sue mete, al suo significato esperienziale. Anche noi in continuo spostamento verso la scoperta condivisa di noi stessi. Ed è già ora di risalire sulla “poderosa white style” per spingerci ancor più avanti, oltre la Svezia lappone.

Il nostro arrivo in Finlandia ci trova impreparati sul cambio di fuso orario, il confine ci ha rubato in un attimo un’ora intera. Ci aspetta una notte luminosa all’hotel Santa Claus di Rovaniemi, un piccolo omaggio alla nostra infanzia. Qui il tramonto non arriva mai, giriamo in centro, assistiamo a un arresto, a delle eccentricità adolescenziali e alle prime ore del mattino ci costringiamo a fatica ad andare a dormire. Avvertiamo i primi effetti del vivere un giorno senza fine.