Viterbo si tinge d'arte: due mostre fotografiche originali su "La Via degli Artisti"
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L'iniziativa, che ha visto la partecipazione di oltre cento artisti nel capoluogo della Tuscia, è un'ode alla potenza salvifica dell'arte. A corollario di questo evento diffuso tra le vie del centro storico, spiccano due affascinanti mostre fotografiche allestite presso la Sala Espositiva della Provincia di Viterbo in Via Saffi.

VITERBO – Viterbo si trasforma in un vibrante laboratorio di idee, colori e bellezza artistica questo fine settimana di ottobre, grazie all’evento “La Via degli Artisti”, organizzato da Tuscia in Fiore e dal suo instancabile mecenate Giulio Della Rocca.

L’iniziativa, che ha visto la partecipazione di oltre cento artisti nel capoluogo della Tuscia, è un’ode alla potenza salvifica dell’arte. A corollario di questo evento diffuso tra le vie del centro storico, spiccano due affascinanti mostre fotografiche allestite presso la Sala Espositiva della Provincia di Viterbo in Via Saffi.

La prima esposizione, intitolata “Vedere Oltre” , nasce da un’ispirazione profonda tratta da una poesia di Roberto Colonnelli, le cui parole “La capacità di guardare si misura in diottrie, ma la capacità di ‘vedere’ risiede nella sensibilità del cuore” ne delineano il tema centrale. Maurizio Di Giovancarlo, con lo sviluppo del Gruppo Fotografico “f8”, ha dato vita a questa mostra che esplora la dimensione più intima della percezione.

L’esposizione suggerisce che la vera comprensione non si limita all’acutezza visiva, ma risiede nell’empatia, nell’intuizione e nella volontà di scavare oltre la superficie delle cose, cogliendo il significato più profondo che le immagini custodiscono. Gli artisti del Gruppo Fotografico “f8” che hanno realizzato questa collettiva sono ; Antonella Tonnicchi, Maurizio Di Giovancarlo, Claudio Sarti, Claudio Polvanesi, Ernesto Spaziani, Ludovico Ciprini, Mirella Meschini, Ornella Banco, Salvatore De Mitri, Aurelio Sidoti, Maria Olimpia Orsalini e Giuseppina Natale.

Accanto a “Vedere Oltre”, il pubblico potrà immergersi in “Ombre di Vita, Echi di Memoria” . La mostra fotografica poetica ideata e realizzata da Maurizio Di Giovancarlo e Roberto Colonnelli. Questa mostra invita a un dialogo sospeso tra passato e presente, giocato sapientemente tra luci e ombre, riflessi di vetro e la simbologia del pane spezzato.

Le immagini ei versi qui raccolti non sono semplici istantanee della realtà, ma tracce di una storia silenziosa che si snoda attraverso le pieghe del tempo. La natura morta assume un’inedita vitalità, il vetro pare cantare storie dimenticate, mentre torri e borghi sospesi nell’aria custodiscono segreti di epoche lontane. Ogni scatto diventa un varco, ogni poesia un sussurro, creando un percorso esperienziale che stimola la riflessione, la scoperta e la riscoperta della memoria.

Queste due preziose mostre fotografiche si inseriscono perfettamente nel contesto de “La Via degli Artisti”, animando il cuore antico di Viterbo, racchiuso tra Via Cavour e Via Saffi, con un’energia artistica che promette di lasciare un segno indelebile. L’evento, che si svolgerà questo sabato e domenica, offre un’occasione unica per riscoprire Viterbo attraverso gli occhi sensibili degli artisti e per riflettere su come l’arte possa, effettivamente, essere una chiave per la nostra salvezza.

© Alfio Tovarich / La Fune

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Alle 9:30 del mattino salgo a San Martino al Cimino. Qui i Veralli vivono insieme: una manciata di case affacciate su un unico piazzale dove i fratelli e i genitori condividono la vita di tutti i giorni. Nella famiglia di Emanuele ci sono i fratelli Alessandro (il primogenito), Francesco (il secondogenito) e poi c'è lui, il terzo. Emanuele ha 36 anni, è sposato con Anna Maria e dalla loro unione è nata Azzurra, che a oggi ha 4 anni. Ti basta mettere piede su quel cemento per respirare un senso di appartenenza che oggi non si trova quasi più. A darmi il benvenuto ci sono Anna Maria, la moglie di Emanuele, la piccola Azzurra e Benito, il cagnolino di casa. L’aria è distesa, priva di retorica. È la semplicità di un rito che Emanuele ripete da quando è entrato nel Sodalizio dei Facchini.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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