
VITERBO- Belli, evocativi, suggestivi per carità. Dannosi, pericolosi, portatori di sporcizia anche. Sono questi gli aggettivi che possono essere accostati allo strano fenomeno che vive Viterbo orami da diverse settimane: grandi stormi di uccelli migratori che di migrare proprio non hanno la minima intenzione.
Decine di foto e video vengono postate sui social per fermare lo sguardo sulla bellezza dei “disegni” che questi volatili costruiscono, ma forse è il caso anche di guardare anche e soprattutto l’altra faccia della medaglia, quella che ormai fa parlare di emergenza.
Il fenomeno è da ricondurre a fattori di tipo climatico, temperature ballerine oltre la media stagionale e un inverno che non ha dato ancora del suo meglio. Gli uccelli riconoscono “casa” ormai da inizio mese tutti i grandi alberi di viale Trento, piazza dei Caduti, piazzale Gramsci, ma anche cortili di scuole, viali più piccoli ma molto verdi. Unico inconveniente metri di guano che non regalano alla città un odore edificante.
Macchine ricoperte, ingressi di scuole, androni di palazzi e marciapiedi bersagliati da proiettili di guano che stanno provocando un vero e proprio problema di carattere igienico sanitario. L’odore di questo mite inverno in città è decisamente quello della cacca di piccione o volatile simile.
Quello che resta da fare è interpellare l’amministrazione comunale affinché risolva l’emergenza in modo definitivo: servirsi di falchi potrebbe essere una soluzione. Altri bei borghi italiani hanno optato per questo metodo riuscendo nell’intento. Qualcuno ricorderà che questa soluzione era già stata accennata quando si parlava di piccioni e centro storico. Non si è tentato, ma una soluzione va trovata e in fretta altrimenti oltre che nella bella pista da pattinaggio sul ghiaccio di piazza del Duomo, continueremo a pattinare con le buste della spesa in mano sul guano di piccione.


















