Viterbese, arriva in prova l’ex River Plate Cirigliano. De Falco con le valige in mano.
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VITERBO – Tanta panchina e la mancata convocazione di mercoledì sono segnali inequivocabili di una rottura quasi definitiva tra il centrocampista e la società. L'argentino dovrebbe coprire proprio il vuoto lasciato da De Falco.

VITERBO- Viterbese e De Falco, siamo ai saluti.Tanta panchina e la mancata convocazione di mercoledì sono segnali inequivocabili di  una rottura quasi definitiva tra il centrocampista e la società.

Per sostituirlo il club di via della palazzina sta pensando all’ argentino Ezequiel Cirigliano.

L’ ex River Plate è arrivato in prova ieri. Per il calciatore classe ’92, oltre alle varie esperienze in patria, anche una stagione in serie A con l’Hellas Verona chiusa con 13 presenze. Nell’annata in corso Cirigliano è stato impegnato nella serie B cilena con la maglia del San Luis de Quillota.

 

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Alle 9:30 del mattino salgo a San Martino al Cimino. Qui i Veralli vivono insieme: una manciata di case affacciate su un unico piazzale dove i fratelli e i genitori condividono la vita di tutti i giorni. Nella famiglia di Emanuele ci sono i fratelli Alessandro (il primogenito), Francesco (il secondogenito) e poi c'è lui, il terzo. Emanuele ha 36 anni, è sposato con Anna Maria e dalla loro unione è nata Azzurra, che a oggi ha 4 anni. Ti basta mettere piede su quel cemento per respirare un senso di appartenenza che oggi non si trova quasi più. A darmi il benvenuto ci sono Anna Maria, la moglie di Emanuele, la piccola Azzurra e Benito, il cagnolino di casa. L’aria è distesa, priva di retorica. È la semplicità di un rito che Emanuele ripete da quando è entrato nel Sodalizio dei Facchini.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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