Vincolo soprintendenza: il Comune fa ricorso al Presidente della Repubblica

VITERBO - Mentre si sta decidendo dove sorgerà la sede della nuova Soprintendenza che il MiBaCT ha voluto portare a Viterbo, il Comune si muove contro il vincolo imposto da Roma che ha paralizzato un’area di circa 1600 ettari del capoluogo.
VITERBO – Mentre si sta decidendo dove sorgerà la sede della nuova Soprintendenza che il MiBaCT ha voluto portare a Viterbo, il Comune si muove contro il vincolo imposto da Roma che ha paralizzato un’area di circa 1600 ettari del capoluogo.
La notizia è arrivata ieri in sede di consiglio direttamente dall’Assessore all’Urbanistica Claudio Ubertini.
L’assessore della Lega ha spiegato come il Comune sia arrivato a prendere tale decisione dopo aver capito di non poter rientrare nei termini del ricorso al Tar.
Le parole di Ubertini sono state accolte con sollievo da gran parte dei consiglieri, anche dalla minoranza, in particolar modo da Giacomo Barelli (Forza Civica): “Ottima notizia, ma l’amministrazione doveva muoversi prima”.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Alle 9:30 del mattino salgo a San Martino al Cimino. Qui i Veralli vivono insieme: una manciata di case affacciate su un unico piazzale dove i fratelli e i genitori condividono la vita di tutti i giorni. Nella famiglia di Emanuele ci sono i fratelli Alessandro (il primogenito), Francesco (il secondogenito) e poi c'è lui, il terzo. Emanuele ha 36 anni, è sposato con Anna Maria e dalla loro unione è nata Azzurra, che a oggi ha 4 anni.
Ti basta mettere piede su quel cemento per respirare un senso di appartenenza che oggi non si trova quasi più. A darmi il benvenuto ci sono Anna Maria, la moglie di Emanuele, la piccola Azzurra e Benito, il cagnolino di casa. L’aria è distesa, priva di retorica. È la semplicità di un rito che Emanuele ripete da quando è entrato nel Sodalizio dei Facchini.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi


















