Una mostra su Aldo Moro a cent'anni dalla nascita
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Allestita alla Biblioteca Consorziale di Viterbo per celebrare lo statista ucciso dalle Brigate Rosse

La Biblioteca consorziale di Viterbo propone una mostra dedicata a tutti e in particolare alle scuole, per riscoprire la grande eredità di Aldo Moro: un uomo, un professore, un politico e un cattolico che a cent’anni dalla nascita continua ad insegnare ai giovani di ogni tempo.

”Questa mostra desidera essere un omaggio ad Aldo Moro e alla sua famiglia, che, nei sessantuno anni di vita dello statista, ha condiviso con tutti gli italiani, e in particolare con i suoi studenti, le sue azioni e i suoi ideali dì servizio all’Italia”, riferisce il Commissario Straordinario della Biblioteca consorziale di Viterbo, Paolo Pelliccia che ha ideato questo percorso di lettura per ‘offrire in eredità ai giovani di ogni tempo i valori e le qualità che furono di Aldo Moro’.

La mostra è stata realizzata con la collaborazione dell’Archivio Flamigni che ha messo a disposizione molte delle fotografie utilizzate e grazie al sostegno di Enerpetroli, della Fondazione Carivit, Primaprint, Myprint e Majakovski Comunicazione, tutte realtà del territorio da anni al fianco della Biblioteca nella promozione delle sue attività sociali e culturali. ”Non è una mostra esaustiva sulla vita e la figura di Aldo Moro” precisa Pelliccia, desidera essere una mostra emozionale con lo scopo di suscitare il desiderio di approfondire ”una figura fondante della democrazia italiana e riscoprire, rivalutandolo, un periodo storico-politico che, nonostante abbia avuto più di una zona d’ombra, ci ha lasciato in eredità non poche figure illuminate”.

All’interno delle sale dedicate all’esposizione sono presenti due tavoli con una selezione dell’editoria italiana riguardante Aldo Moro – i libri scritti da lui stesso e quelli su di lui – che arricchiscono ulteriormente il percorso offrendo preziosi stimoli di approfondimento. ”Ci sono momenti nella vita nazionale nei quali il senso di responsabilità deve prevalere e la salvezza dipende dal contributo di tutti” dichiarava Aldo Moro.

Per le scuole il riferimento è la dottoressa Stefania Gatti, all’indirizzo mail settorecultura@bibliotecaviterbo.it. La mostra è accessibile da Viale Trento 18/E, negli orari di apertura della biblioteca, dal lunedì al venerdì 9.00 – 13.30 ; 14.30 – 19.00. Ingresso libero. A questo link il catalogo della mostra: bit.ly/AldoMoro-1916-2016

Gli Stati Generali La Fune
Alle 9:30 del mattino salgo a San Martino al Cimino. Qui i Veralli vivono insieme: una manciata di case affacciate su un unico piazzale dove i fratelli e i genitori condividono la vita di tutti i giorni. Nella famiglia di Emanuele ci sono i fratelli Alessandro (il primogenito), Francesco (il secondogenito) e poi c'è lui, il terzo. Emanuele ha 36 anni, è sposato con Anna Maria e dalla loro unione è nata Azzurra, che a oggi ha 4 anni. Ti basta mettere piede su quel cemento per respirare un senso di appartenenza che oggi non si trova quasi più. A darmi il benvenuto ci sono Anna Maria, la moglie di Emanuele, la piccola Azzurra e Benito, il cagnolino di casa. L’aria è distesa, priva di retorica. È la semplicità di un rito che Emanuele ripete da quando è entrato nel Sodalizio dei Facchini.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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