Macchina di Santa Rosa: il Trasporto arriverà in via Marconi anche nel 2017
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L'annuncio durante la conferenza stampa di presentazione del Tuscia Film Fest da parte del sindaco di Viterbo Leonardo Michelini, reduce dall'incontro per la sicurezza al quale ha partecipato anche il Sodalizio dei Facchini.

La Macchina di Santa Rosa passerà in via Marconi anche nel 2017. L’annuncio durante la conferenza stampa di presentazione del Tuscia Film Fest da parte del sindaco di Viterbo Leonardo Michelini, reduce dall’incontro per la sicurezza al quale ha partecipato anche il Sodalizio dei Facchini.

Il percorso anche quest’anno arriverà fino a piazza dei Caduti, proprio come avvenuto nel 2016. Si tratta della terza volta in quattro anni che il percorso della Macchina di Santa Rosa sarà allungato passando per via Marconi e arrivando  al Sacrario, in piazza dei Caduti di fronte agli Almadiani. Gli anni precedenti erano stati il 2014, per celebrare il riconoscimento Unesco di Baku ottenuto sul finire del 2013, e nel 2016 per l’anno giubilare.

La decisione dell’allungamento del precorso è stata dettata dal fatto che il Trasporto 2017 cadrà di domenica. Un motivo che fa prevedere un grande afflusso di turisti e così la decisione di arrivare ancora in via Marconi darà la possibilità ad un numero maggiore di persone di assistere alla Festa.

Si tratta della seconda volta per Gloria, la Macchina disegnata da Raffaele Ascenzi, che viene trasportata dal 2015 e che quest’anno giunge al terzo Trasporto.

 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Alle 9:30 del mattino salgo a San Martino al Cimino. Qui i Veralli vivono insieme: una manciata di case affacciate su un unico piazzale dove i fratelli e i genitori condividono la vita di tutti i giorni. Nella famiglia di Emanuele ci sono i fratelli Alessandro (il primogenito), Francesco (il secondogenito) e poi c'è lui, il terzo. Emanuele ha 36 anni, è sposato con Anna Maria e dalla loro unione è nata Azzurra, che a oggi ha 4 anni. Ti basta mettere piede su quel cemento per respirare un senso di appartenenza che oggi non si trova quasi più. A darmi il benvenuto ci sono Anna Maria, la moglie di Emanuele, la piccola Azzurra e Benito, il cagnolino di casa. L’aria è distesa, priva di retorica. È la semplicità di un rito che Emanuele ripete da quando è entrato nel Sodalizio dei Facchini.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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