Tarquinia, nove tratti di spiaggia rimangono “off limits”
giulivi
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TARQUINIA – La stagione balneare è iniziata ieri. Le regole per i bagnanti sono disciplinate dalle ordinanze firmate dal sindaco Alessandro Giulivi e tra i punti salienti c’è anche quello relativo all’interdizione di alcune spiagge libere.

TARQUINIA – La stagione balneare è iniziata ieri. Una stagione che è partita in sordina, a causa del meteo non favorevole e della complessa ripartenza post Covid.  Le regole per i bagnanti sono disciplinate dalle ordinanze firmate dal sindaco Alessandro Giulivi, tra le quali quella afferente  all’interdizione di alcune spiagge libere.

Il divieto d’accesso riguarda precisamente nove zone: il tratto più a nord di Spinicci e quello più a nord di Pian di Spille, i due punti che confinano con la foce del fiume Marta, un segmento centrale di Tarquinia lido, uno dei segmenti iniziali delle Saline, l’ultima porzione di San Giorgio e i due estremi di Sant’Agostino.

Anche nelle spiagge libere gli ombrelloni andranno piantati con le stesse distanze degli stabilimenti, ossia tre metri tra gli ombrelloni della stessa fila e quattro metri e mezzo tra quelli di file diverse.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Alle 9:30 del mattino salgo a San Martino al Cimino. Qui i Veralli vivono insieme: una manciata di case affacciate su un unico piazzale dove i fratelli e i genitori condividono la vita di tutti i giorni. Nella famiglia di Emanuele ci sono i fratelli Alessandro (il primogenito), Francesco (il secondogenito) e poi c'è lui, il terzo. Emanuele ha 36 anni, è sposato con Anna Maria e dalla loro unione è nata Azzurra, che a oggi ha 4 anni. Ti basta mettere piede su quel cemento per respirare un senso di appartenenza che oggi non si trova quasi più. A darmi il benvenuto ci sono Anna Maria, la moglie di Emanuele, la piccola Azzurra e Benito, il cagnolino di casa. L’aria è distesa, priva di retorica. È la semplicità di un rito che Emanuele ripete da quando è entrato nel Sodalizio dei Facchini.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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