Signori (Assonautica): "I danni per la filiera saranno irreparabili"
Stefano Signori (1)
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VITERBO - "Sono 100 mila i lavoratori della filiera - continua Signori - costretti dallo stop imposto a sospendere il proprio lavoro, con la stagione estiva completamente andata in fumo".

VITERBO – “I danni per la filiera saranno irreparabili. La nautica italiana da diporto è in crisi totale a causa del decreto Chiudi Italia, che ha comportato la sospensione delle attività produttive dell’intero comparto del settore, come indicato dal Dpcm del 22 marzo scorso. Parliamo di un settore che rappresenta il 5% del Pil nazionale con un fatturato di circa 6 miliardi di euro annui”.

Queste le parole del presidente provinciale Assonautica Stefano Signori.

“Sono 100 mila i lavoratori della filiera – continua Signori – costretti dallo stop imposto a sospendere il proprio lavoro, con la stagione estiva completamente andata in fumo.

Mi associo pertanto alla richiesta inviata al presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, ma anche ad altri ministeri di riferimento ed ai governatori delle regioni che rappresentano gli oltre 7.500 km della costa italiana, da parte del presidente dell’Associazione della filiera nautica italiana e del Polo nautico italiano, Gennaro Amato, di immediati interventi in favore della nautica da diporto.

Tale richiesta, per la modifica in deroga del Dpcm del 22 marzo, riguarda la cantieristica da diporto che, senza una misura d’introduzione nelle attività consentite, costringerebbe molti imprenditori a sospendere i contratti dei lavoratori e soprattutto a dover far fronte a capitali privati investiti per la produzione con le conseguenziali esposizioni bancarie alle quali sono soggetti.

 

Capiamo l’esigenza di limitare la diffusione del Covid-19c ma il decreto Chiudi Italia ha sferrato un colpo mortale all’industria della nautica da diporto. Il settore e l’indotto vanno tutelati. Servono misure urgenti per far continuare le attività, nel rispetto dei decreti e con la messa in atto di tutte le misure necessarie per la tutela dei lavoratori”.

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Alle 9:30 del mattino salgo a San Martino al Cimino. Qui i Veralli vivono insieme: una manciata di case affacciate su un unico piazzale dove i fratelli e i genitori condividono la vita di tutti i giorni. Nella famiglia di Emanuele ci sono i fratelli Alessandro (il primogenito), Francesco (il secondogenito) e poi c'è lui, il terzo. Emanuele ha 36 anni, è sposato con Anna Maria e dalla loro unione è nata Azzurra, che a oggi ha 4 anni. Ti basta mettere piede su quel cemento per respirare un senso di appartenenza che oggi non si trova quasi più. A darmi il benvenuto ci sono Anna Maria, la moglie di Emanuele, la piccola Azzurra e Benito, il cagnolino di casa. L’aria è distesa, priva di retorica. È la semplicità di un rito che Emanuele ripete da quando è entrato nel Sodalizio dei Facchini.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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