Sgarbi: "A Sutri una via al brigadiere ucciso a coltellate, ok dal prefetto Bruno"

SUTRI - A settembre si svolgerà un'apposita cerimonia a cui il Comune di Sutri inviterà i vertici dell'Arma dei Carabinieri e i familiari del giovane.
SUTRI – A Mario Cerciello Rega, il vice brigadiere dell’Arma dei Carabinieri ucciso con 11 coltellate, nella notte tra il 25 e il 26 luglio a Roma, sarà dedicata una via a Sutri, il comune della Tuscia di cui è sindaco Vittorio Sgarbi.
La decisione è maturata alcuni giorni fa “ma solo oggi – spiega Sgarbi, che ha prima voluto confrontarsi con l’Ufficio Territoriale del Governo – possiamo darne notizia dopo avere avuto l’approvazione del prefetto di Viterbo Giovanni Bruno”.
A settembre si svolgerà un’apposita cerimonia a cui il Comune di Sutri inviterà i vertici dell’Arma dei Carabinieri e i familiari del giovane.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Alle 9:30 del mattino salgo a San Martino al Cimino. Qui i Veralli vivono insieme: una manciata di case affacciate su un unico piazzale dove i fratelli e i genitori condividono la vita di tutti i giorni. Nella famiglia di Emanuele ci sono i fratelli Alessandro (il primogenito), Francesco (il secondogenito) e poi c'è lui, il terzo. Emanuele ha 36 anni, è sposato con Anna Maria e dalla loro unione è nata Azzurra, che a oggi ha 4 anni.
Ti basta mettere piede su quel cemento per respirare un senso di appartenenza che oggi non si trova quasi più. A darmi il benvenuto ci sono Anna Maria, la moglie di Emanuele, la piccola Azzurra e Benito, il cagnolino di casa. L’aria è distesa, priva di retorica. È la semplicità di un rito che Emanuele ripete da quando è entrato nel Sodalizio dei Facchini.


















