Quale ZTL per il nostro centro storico?
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Lo abbiamo chiesto all’ assessore ai lavori pubblici e al centro storico Laura Allegrini, che ha già dato segni tangibili della sua attività, per farci spiegare cosa c’è in cantiere riguardo il centro e la sua idea di ztl.

Lo abbiamo chiesto all’ assessore ai lavori pubblici e al centro storico Laura Allegrini, che ha già dato segni tangibili della sua attività, per farci spiegare cosa c’è in cantiere riguardo il centro e la sua idea di ztl.

 

 Inquadriamo le difficoltà del centro storico:

“Come assessore competente ho una visione del centro intra moenia ma anche extra moenia, poiché ci sono delle ricchezze come il Museo Civico e la Cappella Mazzatosta che sono fuori le mura ma non possono essere scissi dal centro storico. Penso che questi due punti siano una tappa irrinunciabile, un po’ perché nel Museo Civico si racconta la storia della città e poi perché la Cappella è un unicum nel restauro italiano.
Anche un’analisi sulla ztl deve partire dal problema che ha Viterbo, cioè il centro storico deve tornare a vivere, in quanto è stato depauperato da scelte politiche che hanno favorito tanti centri commerciali fuori dalle mura, nonché il decentramento di uffici pubblici e privati. In questo modo abbiamo assistito ad un progressivo spopolamento all’interno delle mura.
In pochi anni sono venuti meno l’Ospedale Grande degli Infermi, la direzione della ASL, gli uffici comunali, la Banca d’Italia, la Banca del Cimino e le altre banche sono state delocalizzate, la caserma Giulioli a Piazza della Rocca è praticamente vuota. Sicuramente sono da recuperare alla vita gli edifici non appartenenti al Comune come quelli che ospitavano banche, caserme e ospedali. Per quanto riguarda, invece, gli uffici pubblici trovo positiva l’iniziativa della Provincia di riportare alcuni sportelli a Via Saffi. Il Comune con il restauro del palazzo di Piazza Fontana Grande seguirà questa direzione, proprio perché siamo noi della PA a dover dare il buon esempio, riportare le persone in centro servirà anche a riportare residenti dentro le mura.
Comunque al di là di ciò, il nostro centro ha dei concreti problemi di accessibilità, ci sono salite, discese, camminare sui sampietrini a volte è insidioso.”

 

Lei ha anticipato un nodo fondamentale, la ZTL. Cosa pensa di quella attuale?

“L’attuale ztl è uno strumento piuttosto rigido, avendo solo dei varchi all’inizio e non degli altri a protezione delle singole piazze.
Se noi riuscissimo ad avere dei varchi a protezione delle piazze, lo strumento sarebbe più elastico, poiché se ne potrebbero aprire alcuni e chiuderne altri contemporaneamente.
La modifica è anche collegata all’idea di una zona di scorrimento che coesista con zone che devono rimanere pedonalizzate. Ad esempio lo scorrimento su Via Card. La Fontaine e Via San Lorenzo si potrebbe applicare solo con la protezione delle piazze (del Gesù, della Morte, San Carluccio e Santa Maria Nuova) da parte dei varchi laterali.
Chiaramente si tratterebbe di vie aperte solo per il transito, non per la sosta.
Quindi, se nel nuovo bilancio riuscissimo a comprare i varchi per le piazze, potremmo ottenere una ztl più elastica e più semplice da gestire.”

 

Un’altra piazza che andrebbe protetta è quella del Comune, la quale però non può essere chiusa con i varchi. Quale soluzione avete in mente?

“Innanzi tutto va affrontato il tema del parcheggio serale a Piazza del Comune, questione che fino a qualche anno fa non si sarebbe neanche posta, in quanto a nessuno sarebbe venuto in mente di lasciarci la macchina.
Per il momento è stato approvato il progetto dell’assessore Nunzi, dando la possibilità ai vigili di lavorare con progetto singolo la sera, ma è una soluzione che potrà durare per qualche mese e poi bisognerà trovarne una definitiva.
È già una buona notizia il fatto che abbiamo, finalmente, un comandante dei vigili per il controllo diretto della situazione.
In futuro, se il problema non dovesse risolversi, cercheremo di arredare la piazza, di mettere degli arredi urbani per rendere impossibile la sosta, anche se personalmente non credo sia il massimo.
Secondo me la piazza è stata concepita rendendo possibile la vista dei portici, è bella così, ma se alcuni cittadini si dimostreranno poco lungimiranti non avremo altre soluzioni.”

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Alle 9:30 del mattino salgo a San Martino al Cimino. Qui i Veralli vivono insieme: una manciata di case affacciate su un unico piazzale dove i fratelli e i genitori condividono la vita di tutti i giorni. Nella famiglia di Emanuele ci sono i fratelli Alessandro (il primogenito), Francesco (il secondogenito) e poi c'è lui, il terzo. Emanuele ha 36 anni, è sposato con Anna Maria e dalla loro unione è nata Azzurra, che a oggi ha 4 anni. Ti basta mettere piede su quel cemento per respirare un senso di appartenenza che oggi non si trova quasi più. A darmi il benvenuto ci sono Anna Maria, la moglie di Emanuele, la piccola Azzurra e Benito, il cagnolino di casa. L’aria è distesa, priva di retorica. È la semplicità di un rito che Emanuele ripete da quando è entrato nel Sodalizio dei Facchini.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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