Provincia e Comune di Bagnoregio firmano uno storico accordo verso l'abbattimento della ex cantina didattica
Nocchi-Profili
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VITERBO - Si tratta di un passaggio importante sul percorso di candidatura Unesco. Così nella giornata di ieri, giovedì 29 ottobre, si sono incontrati il presidente di Palazzo Gentili Pietro Nocchi e il primo cittadino del Comune di Bagnoregio Luca Profili.

VITERBO – Provincia di Viterbo e Comune di Bagnoregio siglano uno storico accordo per risolvere il problema della ex cantina didattica. Realizzata a poca distanza dal borgo di Civita, con il suo degrado
rappresenta un potenziale ostacolo per la candidatura del Paesaggio Culturale di Civita di Bagnoregio a patrimonio dell’Umanità.

Così nella giornata di ieri, giovedì 29 ottobre, si sono incontrati il presidente di Palazzo Gentili Pietro Nocchi e il primo cittadino del Comune di Bagnoregio Luca Profili.

Un appuntamento, che ha fatto seguito a un lungo lavoro di scambio e ragionamenti tra i due enti, che si è chiuso con la firma dell’impegno formale per una risoluzione congiunta della problematica. L’edificio infatti è di proprietà della Provincia e questa, di concerto con il Comune, sta sistemando il necessario per cedere il tutto all’ente comunale.

“Vogliamo arrivare alla demolizione di quell’immobile per restituire a tutti la bellezza di quel luogo”, il commento soddisfatto del sindaco Profili. L’abbattimento dello stabile, che verte in condizioni di grave deterioramento, permetterà una riqualificazione importante dell’area. Il recupero della zona è uno degli obiettivi del Piano di Gestione della candidatura Unesco. Candidatura importante e destinata ad attivare un percorso virtuoso e capace da fare da traino e stimolo per buona parte del Viterbese.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Alle 9:30 del mattino salgo a San Martino al Cimino. Qui i Veralli vivono insieme: una manciata di case affacciate su un unico piazzale dove i fratelli e i genitori condividono la vita di tutti i giorni. Nella famiglia di Emanuele ci sono i fratelli Alessandro (il primogenito), Francesco (il secondogenito) e poi c'è lui, il terzo. Emanuele ha 36 anni, è sposato con Anna Maria e dalla loro unione è nata Azzurra, che a oggi ha 4 anni. Ti basta mettere piede su quel cemento per respirare un senso di appartenenza che oggi non si trova quasi più. A darmi il benvenuto ci sono Anna Maria, la moglie di Emanuele, la piccola Azzurra e Benito, il cagnolino di casa. L’aria è distesa, priva di retorica. È la semplicità di un rito che Emanuele ripete da quando è entrato nel Sodalizio dei Facchini.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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