Palazzo Gallo, è guerra (in)"civile" a Bagnaia. Aprire una sede del Conservatorio Briccialdi è un'operazione di alto livello
bagnaia
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Il 22 ottobre l'Associazione Amici di Bagnaia ha voluto una conferenza stampa per criticare la decisione del Comune, ritenendo che andando nella direzione del Briccialdi si sottrae alla comunità uno spazio culturale.

BAGNAIA – Palazzo Gallo a Bagnaia al centro di un’operazione di livello che Palazzo dei Priori sta portando avanti e che lo vede sede distaccata del Conservatorio Briccialdi di Terni. Operazione che però, in qualche modo, divide l’opinione pubblica bagnaiola. O meglio divide le sue realtà associative.

Il 22 ottobre l’Associazione Amici di Bagnaia ha voluto una conferenza stampa per criticare la decisione del Comune, ritenendo che andando nella direzione del Briccialdi si sottrae alla comunità uno spazio culturale. In effetti proprio l’associazione del presidente Aldo Quadrani, negli ultimi anni, ha messo a frutto con iniziative di vario tipo la struttura. Nel suo intervento pubblico Quadrani ha espresso il proprio parere, sostenendo che il Conservatorio avrà pochi iscritti e “l’impatto sarà solo sul bar e sul porchettaro”. Opinioni.

Poi ha affondato sull’assessore Antoniozzi: “A pensar male si fa peccato, ma forse avere un conservatorio potrebbe fare comodo a chi un giorno possa accedervi come insegnante”. Un’accusa pesantissima ma veramente fuori luogo, derubricabile alla voce “chiacchiera da bar”.

Ma non tutte le realtà associative di Bagnaia sono allineate con Quadrani, anzi. Ci ha tenuto a fare sentire la propria voce la Corale Polifonica San Giovanni di Bagnaia. Lo ha fatto con una nota che suona così: “Crediamo che l’arrivo di un Conservatorio a Bagnaia rappresenti una straordinaria opportunità e non una minaccia. Portare la formazione musicale in un luogo come Palazzo Gallo significa dare nuova linfa a un bene storico e rafforzarne la vocazione culturale. La musica, infatti, non consuma i luoghi: li fa vivere, li riempie di senso e di futuro.

Comprendiamo le preoccupazioni di chi teme per la sede dell’Associazione: è importante sottolineare che la destinazione di Palazzo Gallo al Conservatorio non preclude ad altri di trovare spazi alternativi e adeguati, così che tutte le realtà culturali possano continuare a operare e a crescere.

Per quanto riguarda le ex scuole medie, va ricordato che si tratta di un edificio ancora in attesa di lavori di restauro: il Ministero non può vincolare l’apertura di una sede del Conservatorio a tempi che non sono sotto il suo controllo. Il rischio reale sarebbe perdere l’opportunità di portare qui una realtà culturale di livello nazionale, con benefici non solo per gli studenti, ma per l’intera comunità di Bagnaia.

Il lavoro svolto finora da chi ha animato Palazzo Gallo con iniziative culturali è prezioso e merita riconoscimento. Proprio per questo l’insediamento di un’istituzione come il Conservatorio non dovrebbe essere visto come un “cambio di rotta”, ma come un’evoluzione naturale, capace di intrecciare esperienze e di aprire Bagnaia a una dimensione più ampia, anche internazionale.

La tutela del patrimonio e la crescita culturale non sono in contrasto: possono e devono convivere. Aprirsi alla musica significa credere nel futuro e nella forza della cultura come motore di vita e di bellezza, perché dove si fa musica, si coltiva anche memoria, identità e comunità”.

L’operazione su Palazzo Gallo è interessante non solo per Bagnaia ma per Viterbo stessa. Il 30 gennaio scorso su La Fune scrivevamo del Briccialdi a Bagnaia così: “La notizia ha destato molto interesse perché smuove interessi. Avere studenti fissi a Bagnaia, così come in ogni altro luogo del mondo, significa molto banalmente: case da affittare, caffè da servire, pizze da mettere in forno, tavoli da apparecchiare, tabacco trinciato (purtroppo più in voga tra i giovani che ancora si ostinano a fumare) da smerciare. Poi significa più occhi, in genere civili e attenti, pronti a vigilare sulla sicurezza di tutti.

Una notizia che ci racconta di una possibilità concreta di rinascita importante per un posto piccolo come Bagnaia e i cui effetti saranno facilmente visibili. Pensate che un lettore ci ha scritto per sapere da quando aprivano perché voleva investire in una yogurteria. Forse ci ha scambiato per dei commercialisti!”.

 

Gli Stati Generali La Fune
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Alle 9:30 del mattino salgo a San Martino al Cimino. Qui i Veralli vivono insieme: una manciata di case affacciate su un unico piazzale dove i fratelli e i genitori condividono la vita di tutti i giorni. Nella famiglia di Emanuele ci sono i fratelli Alessandro (il primogenito), Francesco (il secondogenito) e poi c'è lui, il terzo. Emanuele ha 36 anni, è sposato con Anna Maria e dalla loro unione è nata Azzurra, che a oggi ha 4 anni. Ti basta mettere piede su quel cemento per respirare un senso di appartenenza che oggi non si trova quasi più. A darmi il benvenuto ci sono Anna Maria, la moglie di Emanuele, la piccola Azzurra e Benito, il cagnolino di casa. L’aria è distesa, priva di retorica. È la semplicità di un rito che Emanuele ripete da quando è entrato nel Sodalizio dei Facchini.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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