Ottobre rosa, a Viterbo un gazebo per la prevenzione del tumore al seno
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VITERBO - Oggi a piazza delle Erbe a partire dalle 15.

VITERBO – Ottobre rosa, associazione UniVerso Giovani e Fondazione Ant a Viterbo in piazza delle Erbe oggi, sabato 31 ottobre.

Ottobre è un mese caratterizzato da tantissimi appuntamenti annuali: la raccolta, la trasformazione dell’uva in vino e delle olive in olio, Halloween. Ma in questo mese accade anche qualcosa di molto importante. Infatti, ottobre è dedicato alla prevenzione del tumore al seno.

Mai come quest’anno abbiamo compreso quanto la prevenzione sia fondamentale per salvaguardare la salute delle persone. L’emergenza da Covid-19 ha però costretto al rinvio dei controlli preventivi, mettendo a rischio una delle categorie che andrebbero maggiormente tutelate.

Il tumore del seno (carcinoma mammario o tumore alla mammella) è una formazione di tessuto costituito da cellule che crescono in modo incontrollato e anomalo all’interno della ghiandola mammaria. Allo stadio 1 il cancro si trova confinato nel tessuto adiposo del seno, ma può diffondersi nelle immediate vicinanze (stadio 2), estendersi ai tessuti sottostanti della parete toracica (stadio 3) e infine alle altre parti del corpo (stadio 4). Esistono diversi tipi di cancro della mammella, con diversi tassi di crescita e risposta alle differenti terapie.

Il mese di ottobre è dedicato all’informazione su questo argomento così delicato per il quale ancora non si previene abbastanza.

Proprio per questo motivo, la regione Lazio, in occasione di Ottobre rosa, offre alle donne nella fascia di età compresa tra i 45 e i 49 anni, cioè quelle non comprese nella fascia garantita dal programma di screening, l’opportunità di prenotare una mammografia gratuita nelle strutture sanitarie che partecipano all’iniziativa fino ad esaurimento della disponibilità.

Ma diverse sono le iniziative dei vari enti, atte a promuovere la prevenzione di questa tipologia di tumore per la quale il tempismo è la primissima forma di prevenzione. Anche l’università degli studi della Tuscia, su proposta dell’associazione studentesca UniVerso Giovani, ha deciso di sensibilizzare su questo argomento illuminandosi di rosa dalla scorsa settimana.

Le proposte dell’associazione studentesca universitaria non si sono però fermate qui. Il prossimo sabato 31 ottobre UniVerso Giovani, in collaborazione con la Fondazione Ant (Associazione nazionale tumori) allestirà a piazza delle Erbe un gazebo per la vendita di ciclamini. Il ricavato andrà interamente devoluto alla Fondazione Ant, una onlus che dal 1978 si occupa di fornire l’assistenza medico specialistica gratuita ai malati di tumore e di offrire progetti di prevenzione oncologica senza costi.

Fondazione Ant è la più ampia realtà non profit in Italia per l’assistenza socio-sanitaria domiciliare gratuita ai pazienti oncologici. Dal 1985 a oggi Ant ha assistito oltre 138mila malati, in modo completamente gratuito, con équipe multi-disciplinari presenti in 31 province in 11 regioni italiane (Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Lazio, Marche, Campania, Basilicata, Puglia, Umbria)» (fonte: www.ant.it).

UniVerso Giovani vi aspetta sabato 31 ottobre a piazza delle Erbe dalle 15 con i ciclamini della fondazione Ant e tanti altri gadget a sorpresa.

Insieme per sostenere la lotta al tumore al seno! Non mancate.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
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Alle 9:30 del mattino salgo a San Martino al Cimino. Qui i Veralli vivono insieme: una manciata di case affacciate su un unico piazzale dove i fratelli e i genitori condividono la vita di tutti i giorni. Nella famiglia di Emanuele ci sono i fratelli Alessandro (il primogenito), Francesco (il secondogenito) e poi c'è lui, il terzo. Emanuele ha 36 anni, è sposato con Anna Maria e dalla loro unione è nata Azzurra, che a oggi ha 4 anni. Ti basta mettere piede su quel cemento per respirare un senso di appartenenza che oggi non si trova quasi più. A darmi il benvenuto ci sono Anna Maria, la moglie di Emanuele, la piccola Azzurra e Benito, il cagnolino di casa. L’aria è distesa, priva di retorica. È la semplicità di un rito che Emanuele ripete da quando è entrato nel Sodalizio dei Facchini.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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