
VITERBO. Scoperta nuova malattia dannosa per le nocciole della Tuscia. Al vaglio nuove cure per limitare l’uso di fitofarmaci.
Queste nuove cure sarebbero tutte di origine naturale ed agirebbero direttamente sulla pianta in modo da preservarla da parassiti e insetti. Il tavolo di confronto sulla questione, intende trovare soluzioni che non danneggino le piante, che diano un prodotto di prima qualità e soprattutto che rispettino l’ambiente.
Il gruppo di lavoro coinvolge circa 1.700 produttori per un totale di 12.000 ettari di terreno destinato alle nocciole ed è coordinato dal professor Stefano Speranza del dipartimento di scienze agrarie e forestali del Dafne dell’Università della Tuscia. La grande paura è il proliferare della cimice asiatica oltre a quelle già esistenti sul territorio, piccolo insetto ma altamente distruttivo per le coltivazioni di nocciole.
La causa principale del proliferare di queste nuove specie, sono le gelate primaverili dello scorso anno, anno anomalo anche nel campo delle coltivazioni.

















