Natalcovid, da Viterbix ecco "l'albero delle regole"
67.NATALCOVID.2020
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VITERBIX - Natalcovid, un Natale fatto di limitazioni e rinunce, senza grandi clamori e festeggiamenti, con problemi di natura economica e sanitaria. Un Natale più spirituale e di distanziamento sociale.

VITERBIX – Natalcovid, un Natale fatto di limitazioni e rinunce, senza grandi clamori e festeggiamenti, con problemi di natura economica e sanitaria. Un Natale più spirituale e di distanziamento sociale.

Però non può mancare “l’albero delle regole”. Del presepe ne abbiamo parlato già. Ora Viterbix e La Fune hanno fatto l’albero di Natale ed è stato addobbato con tanti DPCM (in tutto dovrebbero essere venti). Più di uno al mese, che hanno rappresentato un vero e autentico rompicapo ogni volta che veniva emanato.

Si può dire che in quarantena si passavano le serate e le giornate intere a cercare di decifrare i DPCM e il tempo è volato. Ancora il DPCM di Natale deve essere compreso, ma le feste sono lunghe e invece di giocare a tombola, a 7 e mezzo o a mercante in fiera, ci saranno di nuovo i DPCM del Presidente Conte, “Babbo NatalConte”, che ci terranno compagnia.

Poi abbiamo messo sull’albero i vari ristori, bonus, scostamenti di bilancio, la lotteria degli scontrini (miliardi sulla carta e non si sa quanti sono arrivati e se sono arrivati a tutti, stesso discorso per la cassa integrazione).

Rimangono i due grandi punti interrogativi del Mes e del Recovery Fund, anche qui promesse di miliardi a palate ma di concreto ancora nulla. Il nostro albero è questo, un albero pieno di promesse, alcune mantenute altre no, di sprechi e ipotesi di finanziamenti europei che chissà quando vedranno la luce. Sotto l’albero come regalo agli italiani il Governo ha messo il vaccino anti Covid. Ma con il vaccino siamo già nel 2021, che purtroppo si aprirà ancora nel segno del Covid.

 

 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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