Le foto straordinarie e il video della tomba etrusca intatta appena aperta a Barbarano Romano
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Vasi bellissimi e persino i resti dei corpi, trasformati per lo più in cenere, che stavano vivendo lì il sonno eterno. 

BARBARANO ROMANO – Immagini straordinarie sono arrivate alla redazione de La Fune dalla tomba etrusca inviolata recentemente aperta nella necropoli di San Giuliano, all’interno del Parco Marturanum. Vasi bellissimi e persino i resti dei corpi, trasformati per lo più in cenere, che stavano vivendo lì il sonno eterno.

La notizia, che La Fune aveva raccontato già il 27 giugno, è stata resa pubblica da una nota della Soprintendenza nella giornata del 28, con grande entusiasmo. “Scoperta inedita di una tomba straordinariamente inviolata. Un evento collettivo in cui il passato riaffiora nel presente”. Queste le prime parole della nota stampa.

La funzionaria di zona, dott.ssa Barbaro: “Si restituisce, così, un patrimonio che ora è di e per tutti”. Un lavoro frutto della sinergia unica tra Soprintendenza, Comune, Baylor University, Parco Marturanum, Forze dell’Ordine e cittadinanza.

L’area del Caiolo restituisce ancora grandi sorprese. Nell’ambito degli scavi concessi dal Ministero della cultura alla Baylor University è stato scoperto un tumulo eccezionalmente ancora intatto, databile All’epoca Orientalizzante recente (fine VII sec. a.C.) – spiega la Soprintendenza -. Rimossa la lastra che sigillava la camera, sono stati subito visibili numerosi vasi, alcuni in ceramica fine dipinta (etrusco-geometrica), come quelli presso l’accesso, deposti secondo una precisa azione rituale, eseguita prima della chiusura della tomba. Sul letto di sinistra si notano
ancora in situ un bacile e diversi elementi di ornamento di bronzo per il defunto.

In queste ore si sta procedendo alla documentazione, prima di iniziare lo scavo vero e proprio della tomba. In attesa degli sviluppi, la funzionaria archeologa dell’Ufficio, dott.ssa Barbara Barbaro, ha voluto sottolineare la presenza costante della Soprintendenza nel territorio come supporto al team della Baylor University e con le attività anche alla Tomba della Regina; quest’ultima, alta 10 metri e larga 14, è caratterizzata da due ingressi con due finte porte doriche.

Molti gli “interventi” effettuati sul sito. Prima, durante i lavori di ripulitura del 2023, è stata rivenuta un’altra tomba a dado (a tre camere sormontata da tre porte semi-finte), a sinistra della tomba della Regina. Poi, nel marzo del 2024, si sono concluse le operazioni di ripulitura e scavo delle camere della Tomba della Salamandra, correlate ai lavori di restauro e consolidamento diretti dalla Soprintendenza nell’ambito della programmazione triennale nell’area della Tomba della Regina. Una delle camere, già violata, ha restituito un prezioso monile: uno scarabeo in corniola rossa raffigurante un guerriero con lancia a cavallo, databile al IV sec. a.C.

La Necropoli di Caiolo, sita all’interno dell’area archeologica di San Giuliano, è una necropoli etrusca che prende il nome dal Colle di Caiolo a Barbarano Romano dove ubicata. Qui, oltra alla Tomba della Regina, si annoverano: la Tomba del Cervo (da un’incisione sulle pareti delle scale che conducono alla sommità); un gruppo di una quindicina di tombe a portico; la Tomba dei Letti (con quattro letti funebri, due per adulti e due per i bambini) e quella della Cuccumella.

Le attuali indagini si svolgono su concessione del Ministero della Cultura alla Baylor University of Texas. Direttore dello scavo è il prof. Davide Zori, in stretta collaborazione (quasi co- direzione) con la Soprintendenza. Non manca il patrocinio del Comune di Barbarano Romano e del Parco Regionale Marturanum quali Istituzioni che collaborano al progetto di ricerca.

“La necropoli di San Giuliano – prosegue la dott.ssa Barbaro – conta più di 500 tombe attorno all’insediamento, di cui la maggior parte è stata colpita dai clandestini o in antico o in tempi più recenti. Rarissimo trovare una tomba inviolata. Da qui l’eccezionalità dell’attuale scoperta”. “Un contesto integro non è centrale solo ai fini della tutela, ma anche perché ci restituisce uno spaccato completo di vita attraverso il rituale della morte”, prosegue.

Ribadendo che “la collaborazione tra Soprintendenza e Università è fondamentale per  la conoscenza del mondo antico” e come in particolare a Barbarano si sia creata una sinergia unica tra Ministero, Comune, Università, Parco Marturanum, Forze dell’Ordine e cittadinanza, la funzionaria commenta con entusiasmo: “Questo è quello che succede quando si rinviene una tomba inviolata; si trasforma in un evento collettivo. Quasi l’apertura della porta del sepolcro costituisse un ponte con il nostro passato, la porta d’accesso verso i nostri antenati. Il silenzio…

lo stupore, il rispetto per chi ci sta aspettando dietro a quell’enorme masso. La commozione”. E l’emozione è nel pensiero finale rivolto alla tutela: “felici di aver sottratto materiale a chi lo vorrebbe illegalmente per pochi. Un patrimonio che racconterà invece una bellissima storia per tutti!”.

 

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Alle 9:30 del mattino salgo a San Martino al Cimino. Qui i Veralli vivono insieme: una manciata di case affacciate su un unico piazzale dove i fratelli e i genitori condividono la vita di tutti i giorni. Nella famiglia di Emanuele ci sono i fratelli Alessandro (il primogenito), Francesco (il secondogenito) e poi c'è lui, il terzo. Emanuele ha 36 anni, è sposato con Anna Maria e dalla loro unione è nata Azzurra, che a oggi ha 4 anni. Ti basta mettere piede su quel cemento per respirare un senso di appartenenza che oggi non si trova quasi più. A darmi il benvenuto ci sono Anna Maria, la moglie di Emanuele, la piccola Azzurra e Benito, il cagnolino di casa. L’aria è distesa, priva di retorica. È la semplicità di un rito che Emanuele ripete da quando è entrato nel Sodalizio dei Facchini.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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