L'attore Luigi Lo Cascio alla Biblioteca di Viterbo per un incontro su Jirí Karásek ze Lvovic
Foto Luigi Lo Cascio
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È uno dei maggiori esponenti cechi della corrente simbolico-decadente di fine Ottocento. Poeta e scrittore, collezionista d’arte nonché membro della società ermetica Universalia, fu direttore della Biblioteca del Ministero delle Poste e del Museo e Archivio Postale di Praga.

BIBLIOTECA – Questo mercoledì 11 febbraio, alle 17.30, la rassegna “La Biblioteca incontra” – stagione 1/2026, dedica un incontro allo scrittore praghese Jirí Karásek ze Lvovic a cura di Lucio Saviani. Alla serata parteciperanno la traduttrice Ruzena Hálová, la psicologa Maria Rosa Tinti e l’attore e regista Luigi Lo Cascio.

L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la sede della Biblioteca Consorziale nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).

L’AUTORE
Jirí Karásek ze Lvovic
È uno dei maggiori esponenti cechi della corrente simbolico-decadente di fine Ottocento. Poeta e scrittore, collezionista d’arte nonché membro della società ermetica Universalia, fu direttore della Biblioteca del Ministero delle Poste e del Museo e Archivio Postale di Praga.

UN INCONTRO A CURA DI
Lucio Saviani
Filosofo e scrittore, è tra i principali esponenti dell’ermeneutica in Italia. Socio fondatore della Società Filosofica Europea di Ricerca e Alti Studi, ha insegnato Storia della Filosofia, Fondamenti di Scienze Umane ed Estetica all’Università di Roma La Sapienza. Già consulente per Rai Educational, è collaboratore dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici.
Tra i suoi libri: Ermeneutica radicale come esperimento in Nietzsche, 1985; Voci di confine, 1993, 2011; Ludus Mundi, 2015; Monte Athos. Esperienze della filosofia, 2019; L’esercizio della filosofia, 2021. Numerosi i suoi saggi in riviste, le conferenze presso Istituti Italiani di Cultura (Parigi, Breslavia, New York, Cracovia, Praga) e i suoi testi scritti con Pasquale Panella.

CON LA PARTECIPAZIONE DI
Ruzena Hálová
Traduttrice editoriale e istituzionale. Laureata in Lingue e Letterature Ceca e Russa all’Università “Carolinum” di Praga. Tra le sue pubblicazioni: Vaclav Havel. Cinque discorsi per l’Europa (Euno, 2014), Il romanzo di Manfred Macmillen (2016) e Scarabaeus (2024) di Jiří Karásek ze Lvovic, Italština pro pokročilé samouky [Manuale di Italiano – Corso di livello avanzato] (Leda, Praga, 2022), Le spirali del dissenso, (in Il dissenso, Moretti e Vitali, 2025), Gli uomini, le salamandre e la loro lunga ombra (su K. Čapek) in “Alexis”, UNINT Roma 2024. Nel ’95 lavora al film Carnevale di Venezia, girato a Venezia da Otakar Schmidt, del Teatro Sklep di Praga, traducendo in simultanea un discorso di Massimo Cacciari in diretta per la Radio di Stato Ceca. È co-fondatrice e Presidente della Società Filosofica Europea di Ricerca e Alti Studi (SFERA).

Maria Rosa Tinti
Psicologa, ha lavorato per più di vent’anni nel Servizio di salute mentale di Orzinuovi (BS) diretto da Graziano Valent, con cui tuttora svolge attività formativa in ambito psicologico e psichiatrico sui temi dell’approccio dialettico-relazionale alla follia e alla cura.
Ha affiancato alla sua professione la passione per il teatro e la letteratura con l’attività nel gruppo teatrale Scena Sintetica di Brescia.
Tra i suoi scritti: Virgole inesauste. Figure di follia e di cura sulla scena dialettica della vita, Moretti & Vitali, 2018; Růžena Hálová. L’arte della traduzione, in Ritratti a viva voce (a cura di V. Montisci), edizioni I libri di Mompracem – Vald’O, l’Avamposto culturale, 2025.

Luigi Lo Cascio
Diplomatosi all’Accademia di Arte Drammatica Silvio D’Amico nel 1992, comincia subito una prolifica carriera teatrale, arrivando a vincere due volte il premio UBU come miglior attore protagonista.
Nel 2000 Marco Tullio Giordana lo chiama per il ruolo di Peppino Impastato nel film I cento passi, con cui ottiene un David di Donatello. Nel 2012 esordisce come regista con La città ideale alla 69° Mostra del Cinema di Venezia.

I LIBRI
Jiří Karásek ze Lvovic, Il romanzo di Manfred Macmillen, Moretti & Vitali

Il romanzo di Manfred Macmillen, pubblicato a Praga nel 1907, è la prima parte della trilogia Romanzi di tre maghi di Jirí Karásek ze Lvovic. Appartiene al mondo della letteratura fantastica fin de siècle. Alla sua uscita, rappresentò un anacronismo, un tentativo di ridare nuova vita al romanzo gotico nella modernità di inizio Novecento. Il tema principale del libro è il rapporto tra la realtà del mondo che abitiamo e la realtà del mondo del pensiero che abita in noi, l’oscillazione di livelli di realtà inconciliabili. Una fusione di finzione e vita reale il cui abisso è svelato da un finale aperto e incerto, quando dalla materia stessa della vita prende forma un’opera d’arte tutta incentrata sulla finzione. L’essenza di questo romanzo potrebbe essere racchiusa nell’ultima frase, dalla venatura autoironica, dell’introduzione del romanzo scritta dallo stesso Jirí Karásek: “Un buono stilista, se s’ingegna, raggiunge sempre l’incomprensibilità desiderata”.

Jiří Karásek ze Lvovic, Scarabaeus, Moretti & Vitali

Seconda parte della trilogia Romanzi di tre maghi. La vicenda si snoda nella città più rappresentativa della sensibilità simbolista e decadente: Venezia, con i suoi palazzi fatiscenti e le strade deserte o animate da quella che sembra una perenne festa. Ma una festa in cui occhieggia costantemente la maschera della Morte Rossa di Edgar Allan Poe, portando con sé un senso costante di fine e di disfacimento. Marcel, il protagonista, si muove nelle stesse atmosfere di un Dorian Gray e di un Des Esseintes, tra stoffe pregiate, profumi, amanti disperati ed estenuata sensibilità, tra antiche storie e segreti, veleni e magia. Dandismo, nella più alta delle sue declinazioni, animato da una «lussuria fredda», fredda eppure passionale, che disprezza il piccolo commercio della logica.

L’incontro sarà anche trasmesso in diretta sul canale YouTube della Biblioteca:
https://www.youtube.com/@bibliotecaconsorzialeviterbo

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Alle 9:30 del mattino salgo a San Martino al Cimino. Qui i Veralli vivono insieme: una manciata di case affacciate su un unico piazzale dove i fratelli e i genitori condividono la vita di tutti i giorni. Nella famiglia di Emanuele ci sono i fratelli Alessandro (il primogenito), Francesco (il secondogenito) e poi c'è lui, il terzo. Emanuele ha 36 anni, è sposato con Anna Maria e dalla loro unione è nata Azzurra, che a oggi ha 4 anni. Ti basta mettere piede su quel cemento per respirare un senso di appartenenza che oggi non si trova quasi più. A darmi il benvenuto ci sono Anna Maria, la moglie di Emanuele, la piccola Azzurra e Benito, il cagnolino di casa. L’aria è distesa, priva di retorica. È la semplicità di un rito che Emanuele ripete da quando è entrato nel Sodalizio dei Facchini.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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