La diretta dal Consiglio comunale: è guerra in aula
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Primo Consiglio in seconda convocazione dell’era Michelini. Bastano 11 consiglieri comunali per lavorare. Lavori al via.

Primo Consiglio in seconda convocazione dell’era Michelini: approvata la nomina del collegio dei revisori dei Conti. Bastano 11 consiglieri comunali per lavorare. Di fatto in Consiglio c’è un pareggio sostanziale 12 consiglieri più il sindaco per la maggioranza e 13 per l’opposizione. Entrambe le fazioni mostrano i muscoli e la situazione non si sblocca per qualche ora fino a che non si vota la pratica dei Revisori con l’astensione dell’opposizione. Il voto però dà il via a un duro confronto tra maggioranza e opposizione.

I primi provano un colpo di mano per anticipare il voto sulla decadenza del consigliere d’opposizione Francesco Moltoni cercando di far gioco sulla nota volontà del consigliere dei 5 stelle De Dominicis di votarla. La tirata per la giacca però non piace al consigliere che si rifiuta di prestarsi alla strategia della maggioranza e così la proposta cade dopo un voto finito 13-13. Si apre però così una lite sulla validità del voto del consigliere Moltoni (direttamente interessato dalla questione) decisivo per respingere la proposta della minoranza.

Alla fine si procede con i lavori con un lungo dibattito sul Mattatoio. La pratica viene rinviata in Commissione dopo un lungo braccio di ferro, ma la vera questione è tutta politica. La minoranza vuole mostrare al sindaco che è impossibile governare con 13 soli voti a disposizione. E ci riesce. Il sindaco alla fine chiude “nella speranza che questa pagliacciata del 13-13 finisca presto”. Come? Non si sa, perché a dimettersi non ci pensa proprio: “Il Sole 24 Ore dice che la città è con me”.

La vera notizia però è un’altra ovvero il clima e le sfide lanciate dalla maggioranza alla minoranza e la resistenza di quest’ultima che si compatta anche quando viene messa in difficoltà (vedi voto su Moltoni). Il clima è irrespirabile, si sfiora la rissa più volte e lo spettacolo è indegno per una democrazia. Alla fine si chiude il Consiglio e si rimanda la discussione ad una conferenza dei Capigruppo da convocarsi la prossima settimana. Ma se i sette non rientrano o non si muovo, la città sarà condannata a questo triste spettacolo ancora per molto.

 

La diretta

Ore 16.40 Primo appello. Fioroniani al completo, all’opposizione manca Vittorio Galati. Assenti i sette dissidenti democratici. Presenti 12 consiglieri della maggioranza più il sindaco Leonardo Michelini quindi 13 voti. In minoranza sono presenti in 12, manca Vittorio Galati.

Ore 16.45 Marco Ciorba chiede di celebrare il giorno della Memoria, la giornata del Ricordo e le vittime del bombardamento del 1944 con un minuto di silenzio.

Ore 16.46 Goffredo Taborri (minoranza, gruppo misto) chiede al sindaco di raccontare al sindaco Michelini cosa sta succedendo all’interno del Consiglio: “Ci dica come stanno le cose, non possiamo venirle a sapere tramite la stampa”. Claudio Ubertini: “Ha perso 10 consiglieri in due anni e mezzo. Chiediamo quale sia l’ordine dei lavori. Siamo 13 pari cosa vogliamo fare?”
Ore 16.50 Leonardo Michelini: “Non voglio bloccare l’attività amministrativa per questo la seconda convocazione. Vogliamo andare avanti senza sospendere”.

Ore 16.53 Si iniziano i lavori con qualche formalità

Ore 17.05 Goffredo Taborri: “L’amministrazione è bloccata da mesi. Le Commissioni non si convocano da mesi. Su 5 Commissioni 3 non hanno presidenti. Siamo in democrazia, lei lavora in riserva e tra poco rimane a secco. Non ha i numeri”. Goffreddo Taborri annuncia la fondazione del gruppo Conservatori e Riformisti di cui sarà Capogruppo e unico membro.

Ore 17.08 Arriva Vittorio Galati (minoranza, gruppo misto), maggioranza e opposizione sono pari. Nessuno ha la possibilità di approvare alcunché senza il contributo dell’altra parte. Si inizia a parlare della questione dei Revisori dei Conti.

Ore 17.18 Si inizia con la nomina collegio revisori dei conti per il triennio 2016\2018. Il sindaco Michelini legge la delibera. I primi tre nomi sorteggiati dalla Prefettura sono Lorenzo Ciorba, Claudio Pinto e Ugo Tanzi. Il primo si è tirato indietro, Pinto e Tanzi invece hanno fatto ricorso al Tar. Al posto di Ciorba viene nominato il quarto sorteggiato è Messina Salvatore. Il presidente del collegio dei revisori è Ugo Tanzi.

Ore 17.30 Marco Ciorba esce dall’aula prima del dibattito. Che inizia con gli interventi della minoranza.

Ore 17.45 Gianmaria Santucci (minoranza, Fondazione)chiede di definire insieme, maggioranza e opposizione, l’ordine dei lavori. Se la richiesta non verrà accettata la minoranza bloccherà i lavori della maggioranza. Maggioranza e opposizione hanno 13 voti ciascuno e nessuno senza collaborazione può fare nulla. “Lei Sindaco non vuole discutere con noi, ma l’ente è bloccato, siamo tredici pari, non c’è maggioranza. Presentate delibere che noi possiamo bocciarle tutte? Ci chiedete un via libera per non paralizzare l’ente. Mi aspettavo che ce lo chiedeste in maniera diversa. Questa è la linea Treta: quella dello scontro continuo. Glielo ha detto Ubertini: sospendiamo i lavori, facciamo una capigruppo perché una volta votata questa delibera siamo allo scacco matto non si può fare niente. Anche i sette sono irresponsabili non si risolve la situazione con l’Aventino, ce l’ho anche con voi che senza responsabilità volete governare in 13 su 33. Che avete intenzione di fare? Non avete i voti per fare nulla. Non se ne esce più. Affondate voi, affondiamo noi. Se non sospendiamo facciamo tutti i punti fino al punto 60″.

Ore 17.50 Leonardo Michelini: “Questa delibera è un obbligo di legge. È un atto che serve all’Ente, poi possiamo discutere dell’ordine dei lavori”.

Ore 17.52 Luigi Buzzi (minoranza, Fratelli d’Italia): “Una amministrazione non va avanti senza Revisori, ma prima ancora senza la maggioranza in Consiglio. Lei si arrocca, ma ha lo scacco matto”.

Ore 17.55 Gianluca De Dominicis (minoranza, Movimento 5 Stelle): “Volete lavorare o fare solo questa pratica? Sospendiamo e capiamo come andare avanti. Siamo in seconda convocazione come nelle riunioni di condominio. Il senso di responsabilità non ce l’ha la maggioranza”.

Ore 18.03 Claudio Ubertini (minoranza, Forza Italia): “Fermiamoci, vogliamo sapere come si deve andare avanti. La invito a sospendere e decidere cosa fare perché non siete nelle condizioni di andare avanti. Siete arroganti e strafottenti, questi sono i risultati”.

Ore 18.05 Maurizio Tofani (maggioranza, MoRi): “Questo è un atto che dobbiamo fare. Non mi sottraggo al confronto, ma prima approviamo questo atto indispensabile per le attività amministrative e anche per rispettare le norme di legge. Una volta che l’abbiamo risolta la pratica decidiamo insieme un percorso condiviso. È un atto obbligatorio”.

Ore 18.06 Claudio Ubertini (minoranza, Forza Italia) : “L’accordo lo facciamo prima del voto”. Gianmaria Santucci (minoranza, Fondazione): “Il casino politico lo ha fatto la maggioranza. Non ci chiedete di entrare nel vostro problema. Se decidiamo insieme cosa fare dopo, noi garantiamo il proseguo dell’attività e il voto sui Revisori. Siete in 13 e volete dettare le regole”.

Ore 18.08 La maggioranza non vuole saperne e vuole prima votare la nomina dei Revisori dei Conti.

Ore 18.10 Gianluca De Dominicis (minoranza, Movimento 5 Stelle): “Fateci capire le vostri intenzioni”.

Ore 18.15 Goffredo Taborri (minoranza, CoRi): “Se non ci volete sentire allora andiamo al voto, avete i numeri per farlo. Noi decideremo se votare sì, votare no o astenerci”. Se si andasse al voto potrebbe finirebbe 13 pari e la pratica essere bocciata. La discussione procede.

Ore 18.20 Sergio Insogna (minoranza, Gal) rinnova l’invito a decidere insieme l’ordine dei lavori e poi parla al sindaco: “Non si è dimesso, ma è dimesso”.

Ore 18.25 Leonardo Michelini: “So che non c’è una maggioranza in grado di portare avanti i lavori per la crisi politica. Dobbiamo approvare la pratica, io l’ho già votata e non ho problemi a farlo”. Leggi qui.

Ore 18.30 Chiara Frontini (minoranza, Viterbo2020): “Non siamo i passacarte dei dirigenti o del segretario generale. Questa delibera è stata causa della vostra crisi politica, ma non possiamo non considerare il contesto esterno”. Ovvero quella della crisi politica nata anche per questa delibera: “Non siamo funzionari comunali, noi dobbiamo dare un’opinione”.

Ore 18.36 Giulio Marini (minoranza, Forza Italia): “Voglio essere libero di esprimere il mio pensiero e non voto una delibera solo per paura di una causa”.

Ore 18.38 La minoranza annuncia un emendamento alla delibera proposta dalla maggioranza.

Ore 18.40 L’opposizione, escluso il Movimento 5 Stelle, propone  un emendamento per abbassare il massimo del rimborso spese, fissato dalla proposta di delibera fissati al 50% rispetto al compenso previsto per i revisori dei conti, al 40%. Sull’emendamento non c’è la regolarità, viene riformulato per abbassare semplicemente il compenso dei revisori dei conti. La minoranza, in pratica, fa ostruzionismo.

Ore 18.56 L’opposizione, escluso il Movimento 5 Stelle, chiede di ridurre del 10% il compenso dei revisori dei conti. Parere favorevole del segretario generale. Maggioranza e opposizione votano compatti l’emendamento. Si astiene Marco Ciorba.

Ore 19.00 Il Consiglio approva la delibera per la nomina dei revisori dei conti. La minoranza si avvale dell’art.47 comma 4 del Regolamento, ovvero si astiene ma mantiene il numero legale. Stessa scelta di Marco Ciorba.

Ore 19.05 A sorpresa il presidente del Consiglio Marco Ciorba legge una comunicazione della Prefettura che chiede informazioni sulle procedure di decadenza del consigliere Francesco Moltoni. Santucci sbotta: “Doveva leggerla all’inizio del Consiglio. Faremo notte. Iniziamo con il 2° punto, arriviamo al 60”. I lavori proseguono.

Ore 19.09 Gianluca De Dominicis (minoranza, Movimento 5 Stelle): “Comportamento scorretto”. Livio Treta invece chiede l’anticipazione del voto sulla decadenza del consigliere Francesco Moltoni.

Ore 19.12 Sergio Insogna (minoranza, Gal): “È una cosa vergognosa. È una grossa scorrettezza”.

Ore 19.14 Leonardo Michelini: “Sospendiamo”. Consiglio sospeso per 10 minuti. Si prevedono fuochi d’artificio. La maggioranza gioca sulla consapevolezza che il Movimento 5 Stelle è da sempre favorevole alla decadenza del consigliere Francesco Moltoni. De Dominicis ora si prende dei minuti per decidere cosa fare essendo molto arrabbiato quella che considera una imboscata da parte della maggioranza.

Ore 19.39 Riprendono i lavori. Si vota la proposta di anticipare il voto sulla decadenza formulata dalla maggioranza. Il consigliere del Movimento 5 Stelle: “Noi siamo a favore della decadenza da due anni, ma non è questo il modo per amministrare la Città. Non posso votare avallando questo metodo. Il presidente ha votato tardivamente il documento della Prefettura. Vi illudete di andare avanti così, non sono d’accordo”.

Ore 19.43 Sergio Insogna (minoranza, Gal): “Votiamo contro perché pensiamo che dovrebbe essere il Consiglio presente nella sua totalità e oggi siamo solo 26”. Claudio Ubertini (minoranza, Forza Italia): “Votiamo contro, non si può votare questa cosa con la causa pendente dell’assicurazione e senza maggioranza ci vuole una bella faccia. Non siete più maggioranza non potete continuare così”. Gianmaria Santucci: “Voto contro”. Maurizio Tofani (maggioranza, MoRi): “Facciamo una capigruppo come chiedevate”. In realtà la minoranza lo aveva chiesto prima del voto sui Revisori. La minoranza ora fa muro e si oppone. Luigi Buzzi (minoranza, Fratelli d’Italia): “Forma è sostanza. Non potete pensare che gli atti di forza possano portare a dei risultati”. Chiara Frontini (minoranza, Viterbo2020): “Voto no, se era importante l’avreste proposta in Capigruppo. Discutiamo tutti i punti all’odg e ricorderemo questa seduta come la più efficace di tutte quelle fatte”. Vittorio Galati (minoranza, gruppo misto): “Siete arroganti. La città muore, Michelini dimettiti”. La minoranza voterà compatta no all’anticipazione.

Ore 19.55 Daniela Bizzarri (maggioranza, Pd) chiede al segretario se Francesco Moltoni può votare o meno l’anticipazione. Se non fosse possibile per Moltoni votare, la maggioranza avrebbe la possibilità di approvare l’anticipazione. Il segretario generale Francesca Vichi: “Moltoni non può votare”. Gianmaria Santucci (minoranza, Fondazione): “È una vergogna, deve poter votare. Farete ricorso al Tar se pensate che non possa votare”. Si va al voto e Francesco Moltoni vota no come tutta la minoranza.

Ore 20.00 Finisce 13 a 13, la proposta di anticipazione è respinta. Livio Treta chiede perché è stato registrato il voto di Francesco Moltoni. La minoranza insorge: “Fate ricorso al Tar!”. Si litiga. Gianmaria Santucci chiede di passare al prossimo punto all’ordine del giorno. Paolo Moricoli (maggioranza, MoRi): “Mi sono stancato, non si può considerare valido il voto di Francesco Moltoni. O non lo consideriamo quel voto o andiamo via”. La minoranza gli chiede di andarsene.

Ore 20.15 Se ne va Filippo Rossi. Si sentono urla sul retro del Consiglio comunale. Qualcuno prova a rincorrerlo e si sente Rossi dire: “Rimango a far che?”

Ore 20.16 Procedono i lavoro. Riprendono con il punto due all’odg: “La pratica sul Mattatoio”.

Ore 20.18 Filippo Rossi torna ad affacciarsi in Consiglio comunale.

Ore 21.06 Si discute da un’ora della pratica del mattatoio. La minoranza chiede alla giunta di ritirare la pratica per approfondimenti oppure fa intendere che vota contro e vuole proseguire con i lavori. Si sono decisi di logorarli. Il presidente Ciorba non vuole permettere che il Consiglio comunale vada ad oltranza. Santucci: “Siete 13 su 33 è questa la lezione che vi diamo stasera”. Mentre parla il consigliere Santucci, il presidente Ciorba sospende il Consiglio e se ne va dall’aula, la maggioranza vuole chiudere i lavori qui, ma la minoranza ha i numeri per proseguire i lavori. Si litiga. Ciorba si appella all’art. 57 comma 5 che dice che il presidente può sospendere in caso di disordini.

Ore 21.23 Si è ripreso a discutere. La maggioranza vuole andare via. I consiglieri sono tutti con il cappotto addosso. La minoranza vuole continuare a lavorare. La motivazione che spinge la maggioranza a voler chiudere i lavori non si capisce. Al prossimo punto si potrebbe discutere la razionalizzazione delle partecipate del Comune di Viterbo. Ma prima va chiuso questo o con il ritiro da parte della giunta o con un voto dell’aula.

Ore 21.30 Si mette al voto la sospensione della pratica e quindi del Consiglio proposta da Paolo Moricoli (maggioranza, MoRi). La votazione non passa: 13 a 13.

Ore 21.37 Filippo Rossi chiede di votare la prosecuzione dei lavori consapevole che il voto sarebbe respinto e finirebbero i lavori: “Per prassi dovrebbe finire prima”. Chiara Frontini dice che la prassi è il voto sulla fine dei lavori. Si litiga. È una guerra.

Ore 21.40 Ancora non si capisce come andrà a finire. Santucci nella sua dichiarazione di voto parla di problema amministrativo: “Non è più un problema politico. Rovinate gli atti. Sfasciamo le cose da fare. Non avete i numeri per farle. Mi auguro di non fare più un Consiglio in seconda convocazione, perché siamo pari e finirà sempre 13-13 e vi bocceremo tutto. L’amministrazione è paralizzata”.

Ore 21.50 Christian Scorsi (maggioranza, Pd): “Lavoriamo in seconda convocazione perché alla prima  non rispondete”. Ancora non si vota la proposta di Sergio Insogna di rinviare il Consiglio.

Ore 21.51 Leonardo Michelini: “Spero che la pagliacciata del 13-13 finisca presto. Oggi la seconda convocazione era necessaria per la nomina dei Revisori dei conti. Per il mattatoio preferivo che venisse in Consiglio e non in Commissione. Non dobbiamo fare ostruzionismo su questa pratica (in teoria si starebbe parlando della pratica del Mattaotio, ndr)”.

Ore 21.55 All’unanimità si sceglie di rimandare la pratica in Commissione.

Ore 21.56 Ora si vota la proposta di Filippo Rossi di proseguire il Consiglio. Proposta bocciata 13-13, così come voleva Rossi, e si chiudono i lavori. Sono le 21.58.

Fine della diretta.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
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