Il più grande artista del Novecento vivente in mostra a Bagnoregio
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BAGNOREGIO - Il centro storico del paese ospita la mostra 'Achille Perilli Beyond', all'interno dello spazio espositivo di Palazzo Petrangeli (via Roma 28). Un'iniziativa che vede la sua gemella negli spazi di Vetrya a Orvieto.

BAGNOREGIO – Vacanze natalizie all’insegna dell’arte contemporanea a Bagnoregio, dove fino al 29 febbraio sarà possibile entrare nella dimensione del più grande artista del Novecento vivente: Achille Perilli.

Il centro storico del paese ospita la mostra ‘Achille Perilli Beyond’, all’interno dello spazio espositivo di Palazzo Petrangeli (via Roma 28). Un’iniziativa che vede la sua gemella negli spazi di Vetrya a Orvieto.

Curata da Davide Sarchioni, con il prezioso contributo di Nadja Perilli, ‘Achille Perilli Beyond’ nasce dalla collaborazione tra Comune di Bagnoregio, Casa Civita, Vetrya, Fondazione Luca e Katia Tomassimi, Terra Media Lady Art. “Fino al 29 febbraio questa mostra punta ad accendere i riflettori sul centro storico di Bagnoregio, su cui stiamo attivando un lavoro di narrazione e promozione – afferma il sindaco di Bagnoregio Luca Profili -. Si apre una fase importante che punta a rilanciare tutto il territorio e l’arte insieme alla cultura devono giocare un ruolo centrale. Invito tutti i bagnoresi a visitare la mostra di Perilli”.

“Avere a Bagnoregio quadri che sono stati esposti in un museo come l’Ermitage rappresenta bene quanto il nostro territorio sia cresciuto e in che direzione siamo proiettati – dichiara l’amministratore unico di Casa Civita Francesco Bigiotti -. Casa Civita è chiamata a sviluppare strategie e azioni per una crescita di area vasta, puntando ad aumentare la permanenza e quindi anche l’offerta di iniziative ed esperienze”.

Nelle sale di Palazzo Petrangeli si snoda un percorso variegato che affronta sinteticamente diversi e importanti momenti di ricerca, anche distanti nel tempo, ed esprime quella peculiare versatilità dell’artista individuabile nell’utilizzo di medium differenti, come la serie dei raffinatissimi lavori su carta degli anni Ottanta; alcune storiche sculture totemiche degli anni Sessanta, le cosiddette ”Colonne” ispirate a quelle romane antiche ma che, anziché essere celebrative, vi si snodano le sequenze graffite e immaginative dei “fumetti”; le ceramiche e le terrecotte degli anni Novanta con i “Bistorti”, elementi di un vaso accumulati uno sull’altro in maniera sbilanciata e senza un centro, e le “Argille”, tegole con geometrie a rilievo frutto di un’affascinante immersione nella materia primigenia.

Le numerose tele più recenti, ora dai cromatismi accesissimi e brillanti, ora giocate sulle tonalità terrose degli ocra e dei marroni, evidenziano l’utilizzo incondizionato del colore che prende il sopravvento sulla forma. La superficie del quadro è determinata da una stesura cromatica compatta e pura dove alle “geometrie irrazionali” si sostituisce la bidimensionalità di un “tracciato topografico” analogo allo svolgimento in piano di una forma tridimensionale che risponde alle esigenze del colore.

Tanto nelle ceramiche e nelle terrecotte, quanto nei dipinti color “terra”, si riscontra un legame voluto con questo territorio dove Perilli e la sua famiglia vive da molti anni. Ad esse sono accostati alcuni lavori associabili alle esperienze del gruppo “Forma”, come “Paesaggio astratto” del 1947, recentemente esposto nella grande retrospettiva che il museo dell’Ermitage ha dedicato a Achille Perilli nel 2018, e “A di grande spazio” del 1951, insieme ad altre “geometrie” dei primi Novanta. La sezione bagnorese è visitabile tutti i giorni, compresi festivi, dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 17.

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