
IL PAGELLONE – Fine d’anno, tempo di pagelle. Una sorta di rito a cui questo giornale ha abituato la città, tanto che girando per strade e piazze in diversi ci hanno già fermato, fatto gli auguri e salutato con un bel “Attendo le pagelle”. Non potevamo che servirle in queste ore, come ormai abitudine, con gli zuccheri degli ultimi pasti ancora abbondantemente in circolo.
Un pagellone apposito lo dedichiamo alla minoranza, anzi alle minoranze. Facciamo una premessa in apertura: noi non li abbiamo ancora capiti. Non c’è uno straccio di regia nella loro attività e la sensazione è che Arena & Co. siano un po’ costretti a farsi la minoranza in casa. E’ mancata e manca una figura carismatica e lungimirante capace di orchestrare un’azione comune e i tanti fiumi carsici di ripicche hanno impedito che nascesse qualcosa di significativo.
Dopo due natali dell’amministrazione Arena forse l’opposizione è la cosa che più è mancata al buon governo della città.
Chiara Frontini. L’amazzone battagliera sembra essere scesa da cavallo. Persa la freschezza da giovanissima appare piuttosto assente nel dibattito politico degli ultimi tempi. Anche una certa brillantezza comunicativa sembra essere venuta meno. Tanto silenzio, eccessivo basso profilo, poca capacità d’incidere nella percezione collettiva locale. La donna che è arrivata a un passo dall’impresa sembra essersi volatilizzata, persa nel suo non riuscire a divenire registra dell’opposizione e forse nella fragilità del proprio gruppo consigliare. Perché per governare non si può essere da soli. Dopo quanto detto in campagna elettorale e dopo quel risultato strepitoso al ballottaggio ci si aspettava qualcosa di diverso. Voto 4. Evanescente.
Letizia Chiatti. Voto non espresso.
Patrizia Notaristefano. Voto non espresso.
Alfonso Antoniozzi. Grande l’intelligenza, la sensibilità, il senso di quello che può rappresentare un consigliere comunale come lui. Però capiamo bene che un talento che apre la stagione alla Scala di Milano sta piuttosto stretto in un luogo come la sala d’Ercole. Voto 6, per rispetto del talento e di quello che rappresenta. Oltre.
Lina Delle Monache. Voto non espresso.
Francesco Serra. Qualcuno sa dirci dove sta Francesco Serra? Sei-sette anni fa sembrava un predestinato, uno chiamato a incidere sulla scena politica locale. Poi tanta confusione, qualche cattivo consigliere troppo vicino e il tilt. Brava persona, innamorato della città, persona con una verace voglia di futuro. Tante buone doti e qualità che non stanno trovando sbocco. Voto 5. Congelato.
Patrizia Frittelli. Voto non espresso.
Luisa Ciambella. Dagli altari alla polvere. Avrebbe qualità da mettere a frutto ma il peso di cocenti sconfitte sembrano averla mandata fuori di giri. Servirebbe un po’ di calma per ritrovare una via da percorrere, anche per l’ancora relativamente giovane età. Forse una delle poche a cercare di dare battaglia ad Arena, nella rassegnazione e silenzio generale. Voto 6. Confusa.
Alvaro Ricci. Dopo un certo smarrimento, figlio della caduta dal cavallo Michelini, sembra riavere ritrovato un centro di gravità permanente. E’ proprio l’equilibrio serafico il nuovo tratto distintivo di Alvaro Ricci, a volte inquinato da certe dosi di rosicamento quando vede andare in porto cose che aveva in qualche modo pianificato lui. E’ la ruota della politica, caro Alvaro, accettalo col sorriso. Sta tentando di giocare il ruolo di uomo d’ordine e buon senso in una minoranza in cerca d’autore. Voto 6. Equilibrato.
Giacomo Barelli. Grande cuore ma piedi non proprio dei migliori. E’ uno di quelli che si appassiona, che vorrebbe fare, che si indiavola e sa dare filo da torcere. Non sono mancate “zuffe” con lo stesso sindaco Arena. Barelli non molla, mai. Un mediano del campo in sala d’Ercole. Lasciato troppo spesso solo e a volte, solo, si avventura in parti del campo limacciose. Voto 6. Tenace.
Fabrizio Purchiaroni. A un certo punto sembrava di essere spettatori della nascita di una nuova stella del firmamento politico locale, poi si è spento tutto. Così può essere raccontata la parabola di Fabrizio Purchiaroni. Ha fatto più opposizione ad Arena quando sedeva tra i banchi della maggioranza che dopo il passaggio a Forza Civica. Stranezze del sistema. Voto 5. Altalenante.
Massimo Erbetti. Lui l’opposizione la fa o almeno ci prova. Molto presente sui giornali, cerca di esistere e di fare esistere il Movimento Cinque Stelle. Non le azzecca tutte ma nessuno è perfetto, neanche Erbetti dunque. Se però serve conoscere qualcosa, portare un’interrogazione sensata in consiglio Erbetti c’è. Voto 7. Presente.


















