
IL PAGELLONE – Secondo panettone per la maggioranza di Giovanni Arena. La situazione interna è quello che è, sotto la pressione dei partiti e le bizze personali di ognuno. Però possiamo dirvi una cosa: siamo più convinti ora che questo governo della città possa combinare qualcosa di utile che lo scorso Natale. Bando alle ciance, andiamo ai numeri.
Isabella Lotti. Tra le più giovani di questa infornata di consiglieri sta tenendo la posizione. Nessuna infamia e neppure lodi particolari ottenute sul campo. Servirebbe maggiore protagonismo, che gli auguriamo di scoprire in se stessa per il nuovo anno. Voto 5 e mezzo, come incoraggiamento. Statica.
Giulio Marini. Il bandolero stanco è uno di quelli di cui abbiamo scritto di più. E’ una vecchia volpe della politica, non riconoscerlo sarebbe stupido. Lo abbiamo compreso meglio, nel suo potenziale, dopo la caduta dal soglio di Palazzo dei Priori. Con la mancata rielezione. E’ stato un sindaco che ha lasciato un segno su Viterbo, una prospettiva. Siamo convinti che lo si ammetterà nel futuro più di quanto è stato fatto fino a ora. Nel palazzo si sa muovere, se non si muove lui si muove la sua ombra. Sa tutto, conosce tutto, saprebbe anche insegnare se glielo venisse chiesto. Forse non chiederglielo è l’errore che qualcuno sta commettendo. Voto 7. Vigile.
Matteo Achilli. All’inizio deve avere faticato non poco ma ha saputo fare una cosa: stare al suo posto. Qualità questa non scontata e non propria a tutti. Con la delega allo sport ha trovato la propria dimensione. Voto 6. Rispettoso.
Paolo Muroni. Voto non espresso.
Gianluca Grancini. Uno dei senatori del consiglio comunale, figura d’esperienza e capace nell’arte del dialogo e della mediazione. Voto 6,5. Placido.
Paolo Bianchini. Esperto del palazzo, capace di giri e controgiri ma fregato un po’ dal carattere. Capogruppo capace di iniziativa politica, anche se propenso a perdere l’equilibrio. Voto 6. Tarantolato.
Luigi Buzzi. Punto solido della maggioranza, figura di riferimento per esperienza e mitezza. Voto 6.5. Granitico.
Antonio Scardozzi. Volto simpatico, paladino di Bagnaia. Voto non espresso.
Martina Minchella. Autrice di una grandissima piroetta politica che l’ha vista passare in triplice salto carpiato dal Partito Democratico a Fratelli d’Italia. Un’operazione davvero a cuore aperto. Di fatto è passata da una minoranza sgangherata a una maggioranza che cerca di andare avanti. Voto 6 per il coraggio di essere andata in direzione ostinata e contraria. Geroglifico.
Stefano Evangelista. Voto non espresso.
Ombretta Perlorca. Voto non espresso.
Stefano Caporossi. Voto non espresso.
Valter Rinaldo Merli. Voto non espresso.
Elisa Cepparotti. Voto non espresso.
Andrea Micci. Di che pasta è fatto deve ancora dimostrarlo. Volto buono della Lega sta gestendo con serenità il difficile ruolo di capogruppo della forza numericamente più rilevante in consiglio. Possibile uomo con un futuro come classe dirigente locale è in fase di crescita. Voto 6.5. Scalante.
Vittorio Galati. Voto non espresso.
Paola Bugiotti. Voto non espresso.
Carlo Marcoaldi. Voto non espresso.
Gianmaria Santucci. Ne sa una più del diavolo e qualche volta dice che il diavolo siano andato a prendere consiglio da lui. Consapevole, uno dei pochi, del significato vero di ogni cosa che accade e si muove sotto al cielo di Palazzo dei Priori. Uomo capace di leggere le situazioni e costruire politiche. Voto 7. Stratega.
Sergio Insogna. Il volto amichevole della politica. Voto 6. Sognatore.

















