Il ministro Casellati a Viterbo: “La voce di Forza Italia è forte, stiamo crescendo”
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"È un partito piantato pragmaticamente per terra, capace di ascoltare le esigenze delle persone e tradurle in un progetto. Noi siamo abituati a fare, e facciamo perché ascoltiamo”.

VITERBO – Giornata di grande partecipazione oggi a Viterbo per la visita della senatrice Maria Elisabetta Alberti Casellati, Ministro per le Riforme Istituzionali e la Semplificazione normativa. Dopo aver tenuto una lectio magistralis all’Università degli Studi della Tuscia, il ministro si è recato presso la sede provinciale di Forza Italia, dove è stata accolta dai rappresentanti del partito, dagli amministratori locali e dai giovani del movimento giovanile azzurro.

Ad accoglierla il segretario provinciale Alessandro Romoli, che ha espresso soddisfazione per la visita, sottolineando l’importanza del dialogo con il territorio e la vicinanza del governo alle realtà locali.

“La passione politica ti prende – ha dichiarato il ministro –. Berlusconi per me è stato la rappresentazione di coraggio: trasformare un sogno, un’idea, in un progetto politico. Siamo qui per dare un’impronta diversa alla politica, con un contatto diretto con la gente. Oggi Berlusconi continua a parlarci attraverso Antonio Tajani, che ha saputo raccogliere questa eredità in modo ammirabile. La voce di Forza Italia è una voce forte: stiamo crescendo, siamo attrattivi. È un partito piantato pragmaticamente per terra, capace di ascoltare le esigenze delle persone e tradurle in un progetto. Noi siamo abituati a fare, e facciamo perché ascoltiamo”.

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Alle 9:30 del mattino salgo a San Martino al Cimino. Qui i Veralli vivono insieme: una manciata di case affacciate su un unico piazzale dove i fratelli e i genitori condividono la vita di tutti i giorni. Nella famiglia di Emanuele ci sono i fratelli Alessandro (il primogenito), Francesco (il secondogenito) e poi c'è lui, il terzo. Emanuele ha 36 anni, è sposato con Anna Maria e dalla loro unione è nata Azzurra, che a oggi ha 4 anni. Ti basta mettere piede su quel cemento per respirare un senso di appartenenza che oggi non si trova quasi più. A darmi il benvenuto ci sono Anna Maria, la moglie di Emanuele, la piccola Azzurra e Benito, il cagnolino di casa. L’aria è distesa, priva di retorica. È la semplicità di un rito che Emanuele ripete da quando è entrato nel Sodalizio dei Facchini.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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