Il liceo Meucci di Bassano Romano eletto miglior liceo linguistico della Tuscia
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In base ai risultati pubblicati da Eduscopio 2018 sulle scuole superiori migliori d’Italia, il liceo linguistico e delle scienze umane “Antonio Meucci” si piazza, nel suo settore didattico e formativo, al primo posto nella Tuscia

BASSANO ROMANO- In base ai risultati pubblicati da Eduscopio 2018 sulle scuole superiori migliori d’Italia, il liceo linguistico e delle scienze umane “Antonio Meucci” si piazza, nel suo settore didattico e formativo, al primo posto nella Tuscia.

“Un risultato – commenta il sindaco Emanuele Maggi – assai prestigioso per il nostro paese a conferma della qualità dell’offerta formativa che il nostro istituto fornisce agli studenti e ai giovani. Congratulazioni alla dirigenza, al corpo docenti e al personale tutto che in questi anni ha dato sempre prova di grande professionalità, passione e voglia di migliorare. Dall’altra parte, la classifica dimostra la grande sensibilità verso le esigenze dei ragazzi, che hanno trovato nelle scuole di Bassano Romano un ambiente formativo ed educativo di primo piano”.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Alle 9:30 del mattino salgo a San Martino al Cimino. Qui i Veralli vivono insieme: una manciata di case affacciate su un unico piazzale dove i fratelli e i genitori condividono la vita di tutti i giorni. Nella famiglia di Emanuele ci sono i fratelli Alessandro (il primogenito), Francesco (il secondogenito) e poi c'è lui, il terzo. Emanuele ha 36 anni, è sposato con Anna Maria e dalla loro unione è nata Azzurra, che a oggi ha 4 anni. Ti basta mettere piede su quel cemento per respirare un senso di appartenenza che oggi non si trova quasi più. A darmi il benvenuto ci sono Anna Maria, la moglie di Emanuele, la piccola Azzurra e Benito, il cagnolino di casa. L’aria è distesa, priva di retorica. È la semplicità di un rito che Emanuele ripete da quando è entrato nel Sodalizio dei Facchini.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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