Geotermia, il consigliere Panunzi. “Spetta al Governo dire no all’impianto di Castel Giorgio. La regione Lazio ha già espresso la sua contrarietà”
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ROMA - Secondo il consigliere regionale l’eventuale autorizzazione andrebbe contro il parere negativo di due Regioni (Lazio e Umbria) e calpesterebbe le giuste rivendicazioni di sindaci e popolazioni che hanno deciso di puntare su turismo e ambiente per lo sviluppo economico, sociale e culturale dei loro territori.

ROMA – “La Regione Lazio ha già detto no all’impianto geotermico pilota di Castel Giorgio, in Umbria. Spetta però al Governo la decisione finale. Ascoltare le istanze del territorio o andare contro le comunità locali”. Lo afferma il consigliere regionale (Pd) Enrico Panunzi, che esprime vicinanza e solidarietà ai sindaci della Tuscia e del Lago di Bolsena, condividendone le preoccupazioni per i rischi ambientali e la sicurezza. “Anche la Regione Umbria è contraria – prosegue il consigliere regionale -. La Regione Lazio ha espresso con chiarezza la propria posizione con una nota ufficiale della Direzione politiche ambientali e ciclo dei rifiuti, del 10 ottobre 2018, firmata dalla direttrice Flaminia Tosini. Senza dimenticare gli atti approvati nella precedente legislazione, sia in consiglio regionale sia nella commissione ambiente, di cui sono stato presidente, a dimostrazione da sempre della grande attenzione e sensibilità dimostrata su questo tema. Ma è il Governo ad avere il potere istituzionale di scelta. L’eventuale autorizzazione andrebbe contro il parere negativo di due Regioni e calpesterebbe le giuste rivendicazioni di sindaci e popolazioni che hanno deciso di puntare su turismo e ambiente per lo sviluppo economico, sociale e culturale dei loro territori. Confermo quanto detto anche nei mesi scorsi. Non è la geotermia il futuro per la Tuscia e il lago di Bolsena. L’autorizzazione deve essere negata così come è stato fatto per l’impianto di Torre Alfina ad Acquapendente. E’ evidente che questo tipo di impianti porta scarsissimi benefici economici e presenta rischi molto alti per l’ambiente e la sicurezza. Non sono io a dirlo ma le relazioni di tecnici ed esperti. Ribadisco tutta la mia vicinanza ai sindaci e alle comunità locali, confermando il mio impegno in questa protesta per salvaguardare il territorio”.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Alle 9:30 del mattino salgo a San Martino al Cimino. Qui i Veralli vivono insieme: una manciata di case affacciate su un unico piazzale dove i fratelli e i genitori condividono la vita di tutti i giorni. Nella famiglia di Emanuele ci sono i fratelli Alessandro (il primogenito), Francesco (il secondogenito) e poi c'è lui, il terzo. Emanuele ha 36 anni, è sposato con Anna Maria e dalla loro unione è nata Azzurra, che a oggi ha 4 anni. Ti basta mettere piede su quel cemento per respirare un senso di appartenenza che oggi non si trova quasi più. A darmi il benvenuto ci sono Anna Maria, la moglie di Emanuele, la piccola Azzurra e Benito, il cagnolino di casa. L’aria è distesa, priva di retorica. È la semplicità di un rito che Emanuele ripete da quando è entrato nel Sodalizio dei Facchini.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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