Frontini (16.160 voti) doppia Troncarelli (8734), supervittoria del patto civico
elezioni
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VITERBO - 64,92% per Chiara Frontini, 35,08% per Alessandra Troncarelli. Tonfo della candidata del Partito Democratico e supervittoria del patto civico.

VITERBO – 64,92% per Chiara Frontini, 35,08% per Alessandra Troncarelli. Tonfo della candidata del Partito Democratico e supervittoria del patto civico. In termini di voti sono stati 16.161 i viterbesi che hanno scelto come sindaco la civica e 8734 chi avrebbe voluto la candidata di Pd e Movimento Cinque Stelle. 

Frontini vittoriosa in ogni seggio scrutinato, un risultato importante che le consegna oltre alle chiavi della città anche una grande responsabilità. Non c’è stato alcun corpo a corpo ma una partita dominata dai civici, come era intuibili ai più attenti osservatori delle dinamiche politiche locali già al termine del primo turno. 

Per Troncarelli difficile “spanciare” oltre il risultato ottenuto al primo turno e così è stato. Strada in discesa per Frontini che, come subito apparso chiara, aveva larghe possibilità di manovra su buona parte dell’elettorato che aveva sostenuto gli altri candidati a sindaco nel primo turno. 

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Alle 9:30 del mattino salgo a San Martino al Cimino. Qui i Veralli vivono insieme: una manciata di case affacciate su un unico piazzale dove i fratelli e i genitori condividono la vita di tutti i giorni. Nella famiglia di Emanuele ci sono i fratelli Alessandro (il primogenito), Francesco (il secondogenito) e poi c'è lui, il terzo. Emanuele ha 36 anni, è sposato con Anna Maria e dalla loro unione è nata Azzurra, che a oggi ha 4 anni. Ti basta mettere piede su quel cemento per respirare un senso di appartenenza che oggi non si trova quasi più. A darmi il benvenuto ci sono Anna Maria, la moglie di Emanuele, la piccola Azzurra e Benito, il cagnolino di casa. L’aria è distesa, priva di retorica. È la semplicità di un rito che Emanuele ripete da quando è entrato nel Sodalizio dei Facchini.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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