Ecco nuovi cartelli per segnalare il collegamento Cassia-Teverina attraverso il Poggino
Poggino, viterbo, Poggino Viterbo
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Questa è solo una delle richieste fatte dagli imprenditori del Poggino che da oltre un mese si sono uniti per far sentire più forte la propria voce e le proprie richieste all’amministrazione.

Prime risposte alle imprese del Poggino. Si parte dall’abc: arrivano alcuni cartelli stradali. Il Comune di Viterbo in questi giorni dovrebbe installare una nuova segnaletica che ha un duplice obiettivo: ridurre il traffico in centro città e aumentare il transito al Poggino. Grazie a 5 nuove postazioni infatti l’amministrazione, così come chiesto più volte dagli imprenditori del Parco commerciale e artigianale del Poggino, indicherà ai guidatori in transito su strada Teverina la “scorciatoia” ancora poco conosciuta attraverso il Poggino per raggiungere la Cassia Nord. Stessa cosa verrà fatta sulla stessa statale 2.

Anche al Poggino compariranno nuove segnaletiche per indicare proprio le due arterie. Spesso alcuni guidatori che arrivano dalla Teverina, non conoscendo bene la viabilità del posto, arrivano sulla Cassia arrivando prima alla tangenziale o addirittura al passaggio a livello all’altezza di viale Trieste, per poi prendere via Garbini e la Cassia Nord. E viceversa.

Questa è solo una delle richieste fatte dagli imprenditori del Poggino che da oltre un mese si sono uniti per far sentire più forte la propria voce e le proprie richieste all’amministrazione.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Alle 9:30 del mattino salgo a San Martino al Cimino. Qui i Veralli vivono insieme: una manciata di case affacciate su un unico piazzale dove i fratelli e i genitori condividono la vita di tutti i giorni. Nella famiglia di Emanuele ci sono i fratelli Alessandro (il primogenito), Francesco (il secondogenito) e poi c'è lui, il terzo. Emanuele ha 36 anni, è sposato con Anna Maria e dalla loro unione è nata Azzurra, che a oggi ha 4 anni. Ti basta mettere piede su quel cemento per respirare un senso di appartenenza che oggi non si trova quasi più. A darmi il benvenuto ci sono Anna Maria, la moglie di Emanuele, la piccola Azzurra e Benito, il cagnolino di casa. L’aria è distesa, priva di retorica. È la semplicità di un rito che Emanuele ripete da quando è entrato nel Sodalizio dei Facchini.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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