E sia Tuscia
Foto Giulio Della Rocca
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Se il ministro Giuli, che può vivere ovunque, sceglie Onano, un motivo ci deve essere. Tutti gli stranieri che da anni si sono trasferiti un po' ovunque in Tuscia sono si attratti dalla competitività dei prezzi ma sarebbero scappati se la vita non fosse piacevole.

IL CORNER DEL PROFESSORE – Nel 2017 tornai a Viterbo. Un caro amico gestore di attività connessa alle terme, mi parlò, in verità abbastanza adombrato, del fatto di non poter indicare la sua acqua termale essere nella toscana meridionale. Io divenni, no adombrato, nero come la pece. Il mio amico rifiutava con poche parole migliaia di anni di storia, una identità forgiata tra papato e impero, un glorioso trascorso medievale, la macchina di Santa Rosa e tantissimi unicità che ci rendono, nel bene e nel male viterbesi. Anzi, abitanti di Viterbo, capitale della Tuscia.

Da allora, all’insaputa del mio amico, lotto tutti i giorni perché, prima o poi, chieda scusa alla città e alla terra che tengo strette al cuore. La Tuscia è ancora la terra nascosta tra Roma e Toscana e per adesso sono più attraenti di noi ma col tempo li stroncheremo. Perché sono così sicuro? Analisi: la Tuscia ha moltissime peculiarità, come il resto d’Italia, ma a parte le piste da sci abbiamo tutto. Le industrie sono lontane e il paesaggio è incontaminato. Inoltre per un periodo ancora lungo, saremo molto competitivi con Roma e la Toscana. Il rapporto qualità prezzo è a nostro favore e lo sarà per anni. La passegiata tra i vicoli medievali dopo una cena condita con il miglior olio di oliva al mondo è imbattibile. Asso nella manica? La qualità della vita. Non mi credete?

Se il ministro Giuli, che può vivere ovunque, sceglie Onano, un motivo ci deve essere. Tutti gli stranieri che da anni si sono trasferiti un po’ ovunque in Tuscia sono si attratti dalla competitività dei prezzi ma sarebbero scappati se la vita non fosse piacevole. Si mangia bene, si respira meglio, si trova sempre gente per organizzare una cena e il caffè è universalmente accettato essere più buono se con un amico. Siamo anche posizionati geograficamente in modo perfetto: mare da una parte, aeroporto ad un’ora ed al centro del bel paese. Ed è Tuscia.

La differenza rispetto ad un passato recente è che, grazie a molte attività di valorizzazione, Tuscia è sinonimo di qualità, natura incontaminata, terme, sagre e prodotti della terra eccezionali. Avete mai pensato alle feste uniche al mondo. Solo per citarne alcune: La
macchina di Santa Rosa, i Pugnaloni di Acquapendente, la madonna del monte di Marta, il pranzo del Purgatorio di Gradoli, la festa del vino di Castiglione in Teverina etc etc. Ai turisti che incappano in queste nasce spontanea una domanda: perché la tenete nascosta? Ho incontrato Caitlyn, una archeologa inglese, venuta in zona per gli etruschi. Ci siamo incrociati dopo la visita del suo gruppetto alla chiesa del Gonfalone. Mi ha subissato di domande, quasi invelenita. Alla base di tutte le sue invettive un dubbio: ”Come fate ad avere così tanto e non dirlo al mondo?”. Ovviamente qualcuno ha opinioni diverse ma, consiglio loro di viaggiare e confrontare.  E sarà sempre più Tuscia.

Ormai Tuscia in fiore è uno standard che va diffondendosi con Tuscia in Fiore tutto l’anno e Tuscia in fiore sotto le stelle. È tutto più ricco se condito col sapor di Tuscia. Stavo per scrive con l’olio extravergine di oliva della Tuscia. Anche Viterbo capitale della Cultura europea ha capitolato ed è diventata Viterbo-Tuscia capitale della cultura europea. Ci vorrà ancora un pò di tempo ma presto faremo campagne pubblicitarie insieme e impareremo a mandare i turisti capitati anche in altri angoli di Tuscia. Ormai da anni il sindaco Luca Profili di Bagnoregio, permette a Tuscia in fiore di mostrare con cartellone il programma annuale al parcheggio di partenza delle navette per Civita. Avanti tutta; Avanti Tuscia.

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"Io sono qui, in questo paese di sogno, tra questi castagni giganti...", questo uno dei pensieri scritti dall'autore in una lettera da Soriano. Soriano nel Cimino non fu per Pirandello solo un luogo di villeggiatura, ma una dimora spirituale.
Serve un leader con coraggio, abilità politica e un progetto.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
«Caro Maurizio, ti posso dire una cosa? Chi studia la storia studia il presente».
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Da una storia vera. Vedete voi se ascriverla ai viaggi nel tempo, alla trasposizione multidimensionale, al metaverso o chissà cos’altro. Non sottovaluterei l’intuito di Teresina…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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