Discarica di Monterazzano, il Comune affida l'incarico per il ricorso contro l'ampliamento
raccolta rifiuti ingombranti
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VITERBO- Il Sindaco Arena conferma dall'Ecomondo di Rimini, il ricorso al Tar per l'ampliamento della discarica di Monterazzano

VITERBO- Il Sindaco Arena ha ufficializzato il ricorso al Tar del Lazio per l’ampliamento della discarica di Monterazzano. 

“Per impugnare la determina regionale che autorizza l’aumento dell’invaso delle Fornaci fino a 650 mila metri cubi ci sono 45 giorni di tempo da quando è stata pubblicata sul Burl, ma abbiamo già dato mandato a un legale di impugnare il provvedimento” queste le parole del primo cittadino viterbese dalla Fiera di Rimini dove si chiude oggi la manifestazione Ecomondo 2021.

Il ricorso riguarda anche delle problematiche non ancora del tutto chiarite come le quantità di arsenico, cadmio e altre sostanze tossiche di ancora dubbia provenienza. La questione è se provengono naturalmente dal terreno o se sono sprigionate dall’attività dell’impianto. Il rischio più grande è per le falde acquifere che, se i valori fossero aumentati, diventerebbero vere e proprie bombe ad orologeria per la salute di tutta la città.

Da Ecomondo 2021 si confermano i dati in peggioramento per il capoluogo della Tuscia, premiando ancora la Toscana come modello esemplare per lo smaltimento dei rifiuti che vede negli ampliamenti delle discariche il modus operandi più frequente. Se questo modello venisse riprodotto anche per Viterbo, la città diventerebbe una discarica a cielo aperto per tonnellate di rifiuti provenienti da tutto il Lazio.

Gli Stati Generali La Fune
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Alle 9:30 del mattino salgo a San Martino al Cimino. Qui i Veralli vivono insieme: una manciata di case affacciate su un unico piazzale dove i fratelli e i genitori condividono la vita di tutti i giorni. Nella famiglia di Emanuele ci sono i fratelli Alessandro (il primogenito), Francesco (il secondogenito) e poi c'è lui, il terzo. Emanuele ha 36 anni, è sposato con Anna Maria e dalla loro unione è nata Azzurra, che a oggi ha 4 anni. Ti basta mettere piede su quel cemento per respirare un senso di appartenenza che oggi non si trova quasi più. A darmi il benvenuto ci sono Anna Maria, la moglie di Emanuele, la piccola Azzurra e Benito, il cagnolino di casa. L’aria è distesa, priva di retorica. È la semplicità di un rito che Emanuele ripete da quando è entrato nel Sodalizio dei Facchini.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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