Dal Poggino: cercare un'azienda qui non è facile, va migliorata la fruibilità
Poggino-Teverina
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Cercare un’azienda al Poggino è come cercare un ago in un pagliaio. A meno che non si riesca ad entrare in possesso della mappa prodotta dagli imprenditori, è quasi impossibile trovarla al primo tentativo.

Cercare un’azienda al Poggino non è come cercare un ago in un pagliaio, ma quasi. A meno che non si riesca ad entrare in possesso della mappa realizzata dagli imprenditori a loro spese, è quasi impossibile trovarla al primo tentativo. Molte, troppe, aziende sono infatti “snc”, cioè “Senza numero civico”. 

È uno dei tanti problemi che gli imprenditori si trovano ad affrontare e al quale cercano di sopperire come possono. Cartelli, indicazioni per strada, una mappa disegnata e stampata di tasca propria. Tutto ciò, quando basterebbe che la viabilità del quartiere commerciale, artigianale e produttivo della Città, fosse ridisegnata, ordinata e razionalizzata con dei principi di logica. Magari con vie segnate meglio e numeri civici più chiari.

Ne guadagnerebbero tutti. Utenti e imprenditori. Tra le opere di riqualificazione che l’amministrazione comunale ha annunciato di voler mettere in campo, ci auguriamo ci sia anche questa.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Alle 9:30 del mattino salgo a San Martino al Cimino. Qui i Veralli vivono insieme: una manciata di case affacciate su un unico piazzale dove i fratelli e i genitori condividono la vita di tutti i giorni. Nella famiglia di Emanuele ci sono i fratelli Alessandro (il primogenito), Francesco (il secondogenito) e poi c'è lui, il terzo. Emanuele ha 36 anni, è sposato con Anna Maria e dalla loro unione è nata Azzurra, che a oggi ha 4 anni. Ti basta mettere piede su quel cemento per respirare un senso di appartenenza che oggi non si trova quasi più. A darmi il benvenuto ci sono Anna Maria, la moglie di Emanuele, la piccola Azzurra e Benito, il cagnolino di casa. L’aria è distesa, priva di retorica. È la semplicità di un rito che Emanuele ripete da quando è entrato nel Sodalizio dei Facchini.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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