Crazy Time apre al Corso: il centro storico batte un altro colpo
Crazy Time
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Crazy Time, nuovo negozio di abbigliamento per giovani, ha aperto sul Corso a Viterbo. L’inaugurazione rientra nella rubrica Viviamo il Centro, promossa dal Comune per valorizzare le attività del centro storico.

VITERBO – Nuova apertura nel cuore di Viterbo. Si chiama “Crazy Time il negozio di abbigliamento per giovani che ha aperto di recente (anzi, recentissimo) lungo il centralissimo Corso. Una proposta commerciale fresca e dinamica, pensata per intercettare gusti e tendenze del pubblico più giovane, ma anche un segnale chiaro del rinnovato fermento che attraversa il centro storico.

L’iniziativa rientra nel progetto Viviamo il Centro, la rubrica promossa dal Comune di Viterbo per valorizzare le attività che scelgono di investire nel cuore cittadino. Ogni nuova apertura rappresenta un contributo concreto alla rivitalizzazione del tessuto urbano, spesso messo alla prova da anni di desertificazione commerciale e trasformazioni nei consumi.

Crazy Time si inserisce dunque in un percorso più ampio di rilancio, fatto di piccole ma significative azioni che ridanno centralità alle vie storiche della città. Il Comune, attraverso la rubrica, intende non solo segnalare queste realtà, ma anche creare un racconto collettivo che restituisca fiducia e visibilità a chi decide di credere ancora nel commercio di prossimità.

Ai titolari di Crazy Time, l’augurio di buon lavoro e una stagione ricca di soddisfazioni. Perché ogni nuova serranda che si alza è una scommessa sul futuro della città.

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Alle 9:30 del mattino salgo a San Martino al Cimino. Qui i Veralli vivono insieme: una manciata di case affacciate su un unico piazzale dove i fratelli e i genitori condividono la vita di tutti i giorni. Nella famiglia di Emanuele ci sono i fratelli Alessandro (il primogenito), Francesco (il secondogenito) e poi c'è lui, il terzo. Emanuele ha 36 anni, è sposato con Anna Maria e dalla loro unione è nata Azzurra, che a oggi ha 4 anni. Ti basta mettere piede su quel cemento per respirare un senso di appartenenza che oggi non si trova quasi più. A darmi il benvenuto ci sono Anna Maria, la moglie di Emanuele, la piccola Azzurra e Benito, il cagnolino di casa. L’aria è distesa, priva di retorica. È la semplicità di un rito che Emanuele ripete da quando è entrato nel Sodalizio dei Facchini.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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