Coronavirus, telefonata Conte-Trump: “Grazie agli amici americani per la solidarietà e il sostegno”
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Gli Stati Generali La Fune
ROMA -Nel corso della telefonata il presidente Usa ha annunciato di mettere a disposizione le basi militari americane presenti in Italia per realizzare ospedali da campo.

ROMA –  E’ stato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump a telefonare ieri sera al presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte. Lo scambio è stato piuttosto lungo e definito “cordiale” da entrambi gli staff. Gli Stati Uniti hanno dato atto all’Italia di una determinazione non comune nell’affrontare la sfida del Coronavirus. Trump ha espresso le sue condoglianze per quanti hanno perso la vita in Italia e ribadito l’impegno degli Stati Uniti a lavorare con l’Italia e con tutti i nostri alleati europei per fermare la diffusione del virus e per fornire cure mediche a tutti quelli che ne hanno bisogno».

Nel corso della telefonata il presidente ha annunciato la disponibilità del Pentagono a organizzare per l’Italia forniture di attrezzature, materiali e postazioni medico-sanitarie per un valore complessivo di 100 milioni di dollari, mettendo inoltre a disposizione del nostro Paese le basi militari americane presenti in Italia per mettere in funzione in tempi brevi ospedali da campo.

 

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Alle 9:30 del mattino salgo a San Martino al Cimino. Qui i Veralli vivono insieme: una manciata di case affacciate su un unico piazzale dove i fratelli e i genitori condividono la vita di tutti i giorni. Nella famiglia di Emanuele ci sono i fratelli Alessandro (il primogenito), Francesco (il secondogenito) e poi c'è lui, il terzo. Emanuele ha 36 anni, è sposato con Anna Maria e dalla loro unione è nata Azzurra, che a oggi ha 4 anni. Ti basta mettere piede su quel cemento per respirare un senso di appartenenza che oggi non si trova quasi più. A darmi il benvenuto ci sono Anna Maria, la moglie di Emanuele, la piccola Azzurra e Benito, il cagnolino di casa. L’aria è distesa, priva di retorica. È la semplicità di un rito che Emanuele ripete da quando è entrato nel Sodalizio dei Facchini.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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