Coronavirus, positiva una donna a Fiumicino
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FIUMICINO - È la prima italiana nel Lazio. Rientrata a casa dopo alcuni giorni trascorsi a Bergamo.

FIUMICINO – Coronavirus, positiva una donna a Fiumicino. È la prima italiana nel Lazio, rientrata a casa dopo alcuni giorni trascorsi a Bergamo.

La signora di 38 anni si trova in buone condizioni di salute. Avendo sintomi influenzali, si è rivolta alla Asl e ha rispettato come da protocollo un auto isolamento fiduciario domiciliare. Poi, vedendo che i sintomi non passavano, le  sono stati eseguiti dei test allo Spallanzani che hanno rilevato la positività al Covid-19

La conferma è arrivata dallo Spallanzani di Roma “L’esito dei test effettuati in data odierna dall’istituto Spallanzani – dichiara la direzione – conferma un caso di positività al Covid-19. I test sono stati inviati all’Istituto superiore di sanità per la convalida. Il nucleo famigliare del caso positivo è stato portato allo Spallanzani in sorveglianza attiva”.

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Alle 9:30 del mattino salgo a San Martino al Cimino. Qui i Veralli vivono insieme: una manciata di case affacciate su un unico piazzale dove i fratelli e i genitori condividono la vita di tutti i giorni. Nella famiglia di Emanuele ci sono i fratelli Alessandro (il primogenito), Francesco (il secondogenito) e poi c'è lui, il terzo. Emanuele ha 36 anni, è sposato con Anna Maria e dalla loro unione è nata Azzurra, che a oggi ha 4 anni. Ti basta mettere piede su quel cemento per respirare un senso di appartenenza che oggi non si trova quasi più. A darmi il benvenuto ci sono Anna Maria, la moglie di Emanuele, la piccola Azzurra e Benito, il cagnolino di casa. L’aria è distesa, priva di retorica. È la semplicità di un rito che Emanuele ripete da quando è entrato nel Sodalizio dei Facchini.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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