Christmas Village, torna il Presepe a grandezza naturale nei saloni sottostanti palazzo papale
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VITERBO - Viterbo Christmas dal 27 novembre al 9 gennaio e tra le varie location, dislocate nel centro storico, torna il Presepe a grandezza naturale.

VITERBO – Viterbo Christmas dal 27 novembre al 9 gennaio e tra le varie location, dislocate nel centro storico, torna il Presepe a grandezza naturale.

“Ambientato nei saloni sottostanti il Palazzo Papale di Viterbo, che già di suo merita il viaggio, il nostro presepe permette di immergersi in una atmosfera magica che sa di antico, attraversando le antiche vie di un villaggio dell’epoca, passando davanti a osterie piene di avventori, a bancarelle di commercianti che vendono i loro prodotti, a banchi di artigiani al lavoro, sfiorando piccoli recinti con gli animali domestici, case dove la vita scorre tranquilla, passeggiando in mezzo a una umanità dedita alle proprie attività giornaliere.

Per poi arrivare davanti a quella mangiatoia, fulcro del presepe, dove verrà adagiato il bambino Gesù appena nato, coccolato da Maria e Giuseppe e riscaldato dal fiato di un bue e di un asino.
Ecco, è qui che nasce tutto, è qui che ci viene raccontata la nascita del bambino Gesù.
E’ qui che inizia la rappresentazione del Natale”. Così lo racconta l’organizzazione del Christmas Village. 

Intanto tutte le maestranze sono al lavoro per realizzare in tempo utile le migliori ambientazioni, così da segnare un grande ritorno del villaggio di Natale viterbese. 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Alle 9:30 del mattino salgo a San Martino al Cimino. Qui i Veralli vivono insieme: una manciata di case affacciate su un unico piazzale dove i fratelli e i genitori condividono la vita di tutti i giorni. Nella famiglia di Emanuele ci sono i fratelli Alessandro (il primogenito), Francesco (il secondogenito) e poi c'è lui, il terzo. Emanuele ha 36 anni, è sposato con Anna Maria e dalla loro unione è nata Azzurra, che a oggi ha 4 anni. Ti basta mettere piede su quel cemento per respirare un senso di appartenenza che oggi non si trova quasi più. A darmi il benvenuto ci sono Anna Maria, la moglie di Emanuele, la piccola Azzurra e Benito, il cagnolino di casa. L’aria è distesa, priva di retorica. È la semplicità di un rito che Emanuele ripete da quando è entrato nel Sodalizio dei Facchini.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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