Campo Scuola, gli infissi degli spogliatoi smontati a maggio e mai più sostituiti. Si rischia di perdere meeting sportivi di 400-500 partecipanti
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"Il problema vero - continua - è che oltre ai disagi ordinari si rischia di perdere meeting sportivi importanti, a cui partecipano 400-500 persone". "Sarebbe un danno per l'intera città non ospitare questi incontri per questa vicenda degli spogliatoi", fa eco il vicesindaco Enrico Maria Contardo. Si è recato sul posto, raccogliendo l'invito di Burratti e del consigliere regionale della federazione Giuseppe Misuraca. 

VITERBO – “A maggio sono venuti gli operai e hanno smontato tutti gli infissi, da sostituire, agli spogliatoi. Poi non si è visto più nessuno. Con tutto il tempo che è passato, la pioggia, il vento dentro s’è tutto rovinato”. Il racconto arriva dal Campo Scuola di Santa Barbara, per bocca del presidente provinciale della Federazione Italiana di Atletica Leggera Sergio Burratti.

“Il problema vero – continua – è che oltre ai disagi ordinari si rischia di perdere meeting sportivi importanti, a cui partecipano 400-500 persone”. “Sarebbe un danno per l’intera città non ospitare questi incontri per questa vicenda degli spogliatoi”, fa eco il vicesindaco Enrico Maria Contardo. Si è recato sul posto, raccogliendo l’invito di Burratti e del consigliere regionale della federazione Giuseppe Misuraca. 

L’attività del Campo Scuola prosegue nella normalità, anche perché sono utilizzabili i piccoli spogliatoi realizzati sotto le tribune. Ma quelli non bastano proprio per gli eventi che richiamano tante persone. “E sono queste iniziative che danno lustro e al tempo stesso attivano un volano economico importante per la città tutta”, sottolinea Contardo.

Quanto accaduto è piuttosto bizzarro. L’amministrazione Michelini stanzia in bilancio 25mila euro per sostituire i vecchi infissi, datati di una trentina d’anni, degli spogliatoi del Campo Scuola. A maggio gli operai li portano via e poi non si presenta più nessuno. Contardo ha accertato l’esistenza della posta di bilancio e quindi disposto l’immediato utilizzo. In sinergia con i Lavori Pubblici si sono poi attivati per sistemare anche gli interni degli spogliatoi. 

Il problema sono le tempistiche, perché a decidere delle gare è la Federazione nazionale e se la struttura non si presenta idonea non può essere scelta. “E’ importante risolvere il tutto in maniera rapida – conclude il vicesindaco – non solo per la nostra atletica leggera ma anche perché le gare e i meeting sportivi di livello portano in città centinaia di persone che rimanendo anche più giorni contribuiscono a fare girare l’economia del territorio”.

 

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Alle 9:30 del mattino salgo a San Martino al Cimino. Qui i Veralli vivono insieme: una manciata di case affacciate su un unico piazzale dove i fratelli e i genitori condividono la vita di tutti i giorni. Nella famiglia di Emanuele ci sono i fratelli Alessandro (il primogenito), Francesco (il secondogenito) e poi c'è lui, il terzo. Emanuele ha 36 anni, è sposato con Anna Maria e dalla loro unione è nata Azzurra, che a oggi ha 4 anni. Ti basta mettere piede su quel cemento per respirare un senso di appartenenza che oggi non si trova quasi più. A darmi il benvenuto ci sono Anna Maria, la moglie di Emanuele, la piccola Azzurra e Benito, il cagnolino di casa. L’aria è distesa, priva di retorica. È la semplicità di un rito che Emanuele ripete da quando è entrato nel Sodalizio dei Facchini.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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