
VITERBO-“L’estate sta finendo…” cantavano i Righeira ed è già cominciato il “dopo Santa Rosa”, cioè il periodo in cui qui a Viterbo riprendono a pieno ritmo tutte le attività. Anche quella amministrativa, naturalmente. Di carne a cuocere ce ne è tanta e soprattutto non è più tempo di rinvii o di scaricare tutto con eccessiva faciloneria sulla precedente maggioranza. Che di colpe ne ha avute tante, ma che non può essere più usata come schermo per dimenticare o sottacere i limiti che l’attuale compagine alla guida di Palazzo dei Priori sta mostrando in questi primi mesi di attività. Basta con gli alibi a prezzo scontato, dunque.
Sono diverse le problematiche che meritano interventi incisivi e abbastanza rapidi. Si pensi all’appalto sulla gestione dei rifiuti, ad esempio, un business da 66 milioni di euro che merita massima attenzione. E’ un dato di fatto che negli ultimi tempi, non si sono registrati progressi nella raccolta differenziata. E qui, il Comune (di qualunque colore) e l’azienda deputata al servizio c’entrano poco: sono i cittadini, anche perché spesso impuniti, che non differenziano (o lo fanno male) e che non rispettano i giorni di deposito. Va detto che, nella passata consigliatura, i migliori risultati si ottennero quando l’assessore al ramo era il professor Vannini. Che, infatti, durò un annetto appena e poi fu defenestrato in nome di accordi precedenti presi.
Non è questa la sede per un’analisi tecnica o politica. Nel primo caso, per mancanza delle necessarie conoscenze; nel secondo semplicemente per mancanza di voglia. Ma ogni sede è opportuna e idonea per ribadire che i cittadini (anche quelli maleducati e incivili) sborsano fior di quattrini per la Tari e dunque meritano (soprattutto i più diligenti) un servizio all’altezza della situazione. Fatta questa premessa, va aggiunta una postilla che sembra banale e scontata (ma non lo è affatto): chi sbaglia, anche in buonafede, va punito. Noi italiani siamo fatti così: ci sono volute decine di multe a parenti, amici e conoscenti per la cintura non allacciata, prima di rendersi conto che quell’obbligo spesso salvava la vita. E lo stesso è accaduto con il casco e con tutte quelle norme che a torto vengono considerate inutili orpelli.
Allora, si proceda sulla strada del nuovo contratto con serietà e determinazione, prevedendo sanzioni per chiunque sbagli. Che si tratti dell’azienda o di privati, la sostanza non cambia.


















