Avis, a Canepina una giornata di donazioni dedicata alle donne
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CANEPINA - Il 30 ottobre anche un esame del TSH per la prevenzione delle disfunzioni della tiroide

CANEPINA – Esordio al femminile per il nuovo direttivo dell’Avis di Canepina, eletto lo scorso 8 ottobre. Il prossimo sabato 30 ottobre 2021 si svolgerà una giornata speciale di donazione dedicata alle donne e finalizzata alla prevenzione delle disfunzioni della tiroide.

“Ad ogni donatrice – spiega il nuovo presidente Antonio Testa – verrà effettuato un esame del TSH, cioè lo screening degli ormoni tiroidei. Ad ognuna, inoltre, sarà donata una t-shirt in ricordo della donazione straordinaria”. L’Avis canepinese conta di raggiungere almeno trenta donazioni di sangue.

Oltre al presidente Antonio Testa, del direttivo che ha rilanciato la presenza dell’Avis nel comune cimino fanno parte: Augusto Benedetti, Giulio Donadel, Domenico Pandolfi, Daniele Ciula, Marcella Stefanucci, Veronica Palozzi, Francesca Becchelli e Antonella Benedetti. Infine, il presidente Testa ha lanciato un appello ai canepinesi affinché non facciano mancare il loro supporto alle prossime donazioni di sangue che si svolgeranno mensilmente. “Un apporto – conclude – che non è mai venuto meno”

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Alle 9:30 del mattino salgo a San Martino al Cimino. Qui i Veralli vivono insieme: una manciata di case affacciate su un unico piazzale dove i fratelli e i genitori condividono la vita di tutti i giorni. Nella famiglia di Emanuele ci sono i fratelli Alessandro (il primogenito), Francesco (il secondogenito) e poi c'è lui, il terzo. Emanuele ha 36 anni, è sposato con Anna Maria e dalla loro unione è nata Azzurra, che a oggi ha 4 anni. Ti basta mettere piede su quel cemento per respirare un senso di appartenenza che oggi non si trova quasi più. A darmi il benvenuto ci sono Anna Maria, la moglie di Emanuele, la piccola Azzurra e Benito, il cagnolino di casa. L’aria è distesa, priva di retorica. È la semplicità di un rito che Emanuele ripete da quando è entrato nel Sodalizio dei Facchini.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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