Arena: "O giù i contagi o prossima settimana chiudo le scuole superiori"
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VITERBO - Quello che spaventa non è la scuola in sé. Anzi, in realtà il sistema scolastico svolge anche la funzione di individuare i positivi.

VITERBO – “Se, tra una settimana, gli ultimi provvedimenti restrittivi non porteranno a un calo della diffusione del Covid 19, sarò costretto alla chiusura delle scuole superiori, con il conseguente insegnamento a distanza al 100 per cento”. Così il sindaco del capoluogo Giovanni Arena. 

Quello che spaventa non è la scuola in sé. Anzi, in realtà il sistema scolastico svolge anche la funzione di individuare i positivi. Il virus entra nelle scuole ma difficilmente esce senza essere individuato e il sistema permette l’individuazione rapida di tutti i contatti e quindi dei potenzialmente infetti. A fare paura sono i trasporti, dove la misura del distanziamento è difficilmente garantita. 

Nel mirino non a caso sono finite le superiori, un livello scolastico che è caratterizzato da una forte mobilità. Gli altri livelli d’istruzione hanno invece una natura più di prossimità alle abitazioni dei frequentanti. Questo riduce gli spostamenti sui mezzi pubblici e quindi i rischi di contatto. 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Alle 9:30 del mattino salgo a San Martino al Cimino. Qui i Veralli vivono insieme: una manciata di case affacciate su un unico piazzale dove i fratelli e i genitori condividono la vita di tutti i giorni. Nella famiglia di Emanuele ci sono i fratelli Alessandro (il primogenito), Francesco (il secondogenito) e poi c'è lui, il terzo. Emanuele ha 36 anni, è sposato con Anna Maria e dalla loro unione è nata Azzurra, che a oggi ha 4 anni. Ti basta mettere piede su quel cemento per respirare un senso di appartenenza che oggi non si trova quasi più. A darmi il benvenuto ci sono Anna Maria, la moglie di Emanuele, la piccola Azzurra e Benito, il cagnolino di casa. L’aria è distesa, priva di retorica. È la semplicità di un rito che Emanuele ripete da quando è entrato nel Sodalizio dei Facchini.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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