Ancora scosse nella Tuscia, popolazione in allarme: epicentro ad Acquapendente
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Continuano anche questa mattina le scosse nella zona dell'Alfina. La più forte di 3.4 c'è stata alle 11.22

La terra della Tuscia continua a muoversi. Dopo la scossa di ieri sera nella zona dell’Aflina, a due passi dal lago di Bolsena, continuano i sismi anche questa mattina. Quella più forte si è avvertita alle 11.22 con una magnitudo di 3.4, localizzata a 7 chilometri di profondità. Subito dopo altre piccole scosse di assestamento.

Salgono quindi a 22 i terremoti a partire da ieri, a partire dal più grande con una potenza di 4.1, che comunque non ha recato danni a cose o persone, ma che è stato avvertito comunque in tutta la Tuscia.

Rassicurazioni agli abitanti arrivano dal sindaco Bambini, che rassicura sulla mancanza di danni e sul lavoro di carabinieri e protezione civile, impegnati in queste ore a monitorare il territorio e pronti a intervenire.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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