Paura nell'Alta Tuscia, diciannove scosse sismiche nella notte

Alle 22 e 24 minuti di questa notte una scossa di terremoto pari a magnitudo 4,1, con epicentro nell'Alfina, ha fatto tremare mezza Tuscia. Poi 19 scosse di assestamento.
Alle 22 e 24 minuti di questa notte una scossa di terremoto pari a magnitudo 4,1, con epicentro nell’Alfina, ha fatto tremare mezza Tuscia. E’ stata avvertita chiaramente nella parte Nord, nei comuni intorno al lago di Bolsena ma anche nel capoluogo.
Quel boato è stato seguito da uno sciame sismico, come è naturale che accada in questi casi. Sono le famose scosse di assestamento. Ne sono state registrate, nell’arco di tutta la nottata, ben 19. L’ultimo all’una e 39 minuti con magnitudo pari a 1,9, epicentro il comune di Castel Giorgio.
Non sono stati registrati danni a persone o cose. Stamattina diversi sindaci dei comuni interessati si sono recati con i tecnici a effettuare sopralluoghi nelle scuole, classe per classe.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.


















