Anche nella Tuscia si celebra la giornata internazionale contro la violenza sulle donne
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Previste per oggi una serie di iniziative a Viterbo e ne paesi che fanno parte della provincia

Arriva anche nella Tuscia, come nel resto d’Italia, la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne. Un appuntamento importante per riflettere sul rapporto uomo-donna e sui tanti di casi di violenza che hanno caratterizzato l’Italia negli ultimi anni. Dallo stalking, alla violenza fisica e infine al femminicidio, gli attacchi contro le donne sembrano quasi essere aumentati ovunque, portando spesso tragiche conseguenze.

La data è stata scelta nel 1999 dall’Assemblea Generale dell’Onu in ricordo del brutale assassinio nel 1960 delle tre sorelle Mirabal, considerate esempio di donne rivoluzionarie per l’impegno con cui tentarono di contrastare il regime di Rafael Leónidas Trujillo (1930-1961), il dittatore che tenne la Repubblica Dominicana nell’arretratezza e nel caos per oltre trent’anni.

A Viterbo, come segno tangibile della partecipazione della città, Palazzo dei Priori si tingerà di arancione, mentre per celebrare l’importante ricorrenza internazionale, alle 17.30 è in programma lo spettacolo “Bruciata viva – Suad, vittima della legge degli uomini”. A presentare il progetto per la giornata di oggi è stata la delegata alle pari opportunità Daniela Bizzarri, insieme al vice sindaco Ciambella e all’assessore Delli Icaoni. Con loro, Elisabetta Irrera, curatrice dello spettacolo, Elisa Anzellotti, danzatrice e coreografa che si esibirà in danze mediorientali alternate alla narrazione, Silvia Santagata, attrice, nel ruolo di una funzionaria di un’organizzazione umanitaria, e Antonello Battellocchi, cantante musicista, figura maschile all’interno dello spettacolo.

A Fabrica di Roma arriva “La Stanza di Giulia” , la memoria, l’esperienza, il sapere, l’arte per dire basta alla violenza. L’evento si svolge presso la antica Dimora Farnese a Fabrica di Roma , attualmente proprietà della famiglia Ruggeri e, partendo dalla figura di Giulia Farnese, riflette sulla violenza di genere, che non è questione privata, ma politica e sociale , non emergenza drammatica e imprevedibile, ma problema strutturale .

Il Comune di Vitorchiano ha predisposto alcune iniziative per sensibilizzare i cittadini sulla necessità di arginare il fenomeno e a denuncia di quanto spesso le donne vittime di violenza subiscano in silenzio: saranno distribuite locandine e cartoline alle attività commerciali e posta un’installazione sulla torre all’ingresso del paese, per ricordare a tutti l’importanza e il significato di questa giornata.

A Civita Castellana, invece, parte oggi alle 18 la presentazione del libro di Paolo Di Paolo “Tempo senza scelte” presso la Biblioteca comunale Enrico Minio. Scrittore italiano, nel 2003 entra in finale al Premio Italo Calvino per l’inedito, con i racconti “Nuovi cieli, nuove carte”. Ha pubblicato libri-intervista con scrittori italiani come Antonio Debenedetti, Raffaele La Capria e Dacia Maraini. Nel 2016 pubblica con Einaudi Tempo senza scelte e con Feltrinelli Una storia quasi solo d’amore.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Alle 9:30 del mattino salgo a San Martino al Cimino. Qui i Veralli vivono insieme: una manciata di case affacciate su un unico piazzale dove i fratelli e i genitori condividono la vita di tutti i giorni. Nella famiglia di Emanuele ci sono i fratelli Alessandro (il primogenito), Francesco (il secondogenito) e poi c'è lui, il terzo. Emanuele ha 36 anni, è sposato con Anna Maria e dalla loro unione è nata Azzurra, che a oggi ha 4 anni. Ti basta mettere piede su quel cemento per respirare un senso di appartenenza che oggi non si trova quasi più. A darmi il benvenuto ci sono Anna Maria, la moglie di Emanuele, la piccola Azzurra e Benito, il cagnolino di casa. L’aria è distesa, priva di retorica. È la semplicità di un rito che Emanuele ripete da quando è entrato nel Sodalizio dei Facchini.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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