Alta Velocità a Orte, Italia Viva: "La Regione Lazio punti su Italo"
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VITERBO - Fermata dell'Alta Velocità a Orte, Italia Viva introduce un elemento nuovo, e molto interessante, nella discussione: puntare su Italo.

VITERBO – Fermata dell’Alta Velocità a Orte, Italia Viva introduce un elemento nuovo, e molto interessante, nella discussione: puntare su Italo.

“I Comitati di Italia Viva di Viterbo e di Civita Castellana – scrivono in una nota per Italia Viva Mauro Miracapillo ed Elena Angiani -, congiuntamente agli iscritti e simpatizzanti della provincia di
Viterbo, nel prendere atto che la Regione Lazio ha firmato un importante accordo per l’area del basso Lazio con la Fermata dell’alta Velocità a Ferentino e la successiva costruzione della nuova stazione; ribadiscono l’importanza strategica del nodo ferroviario di Orte in funzione di qualsiasi ipotesi di sviluppo turistico di questa area per cui è particolarmente vocata per le bellezze paesaggistiche, naturalistiche, architettoniche e storiche congiuntamente alle eccellenze agroalimentari oggetto di sicura attrazione per significativi segmenti turistici.

Al tempo stesso lanciano un appello affinché “la Regione Lazio continui a perseguire la ricerca di una soluzione che preveda a Orte la partenza al mattino e l’arrivo alla sera di una corsa del treno ad Alta Velocità.

Laddove questo non risultasse compatibile con la strategia delle Ferrovie dello Stato invitano ad aprire una trattativa serrata con NTV(Italo) utilizzando in tal modo i vantaggi della concorrenza derivanti dalla presenza di un altro altrettanto importante Vettore”.

Italia Viva entra quindi nel merito dei collegamenti del Viterbese e denuncia che “la mancata realizzazione di questo obiettivo, congiuntamente al perdurare della strozzatura a Monte Romano di ormai soli 14 chilometri per il completamento della trasversale Orte Civitavecchia, alla decisione di raddoppiare, per la sola provincia romana, le linee ferroviarie di interesse della Tuscia e alla gravissima decisione di cancellare dall’agenda delle opere strategiche da realizzare il completamento del raddoppio della Cassia, assumerebbe un significato e una valenza fortemente negativa riguardo l’attenzione verso tutta l’area della Tuscia Viterbese.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Alle 9:30 del mattino salgo a San Martino al Cimino. Qui i Veralli vivono insieme: una manciata di case affacciate su un unico piazzale dove i fratelli e i genitori condividono la vita di tutti i giorni. Nella famiglia di Emanuele ci sono i fratelli Alessandro (il primogenito), Francesco (il secondogenito) e poi c'è lui, il terzo. Emanuele ha 36 anni, è sposato con Anna Maria e dalla loro unione è nata Azzurra, che a oggi ha 4 anni. Ti basta mettere piede su quel cemento per respirare un senso di appartenenza che oggi non si trova quasi più. A darmi il benvenuto ci sono Anna Maria, la moglie di Emanuele, la piccola Azzurra e Benito, il cagnolino di casa. L’aria è distesa, priva di retorica. È la semplicità di un rito che Emanuele ripete da quando è entrato nel Sodalizio dei Facchini.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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